IL CASO – Firenze, ecco altri studenti furbetti: “Isee falsi, restituiscano 47.000 euro”

studenti

Eccoli, sono tornati i furbetti dell’Università. Dopo il caso che ha coinvolto gli studenti romani, questa volta alle luci della ribalta arrivano quelli fiorentini. Dichiarazioni dell’Isee false, bugie sul proprio stato patrimoniale, omissioni consapevoli.

Uno studente su 10, quindi, ha mentito all’Ateneo al momento della comunicazione del proprio Isee. Anche se i casi non sono eclatanti come quelli accaduti a Roma, dove la studentessa con il padre in Ferrari era in settima fascia, gli studenti furbetti colpiscono ancora.

Eppure i controlli non mancano: sono oltre 1.500 ogni anno i provvedimenti della Guardia di Finanza, con un totale di 35.000 euro di “bottino” recuperato. Il Dsu Toscana, poi, ha deciso di incrementare le verifiche negli ultimi tempi, passando dal 60 % di studenti del 2011 all’oltre 80 % di quest’anno.

Il risultato? L’azienda per il diritto allo studio ha scovato 47 studenti che continuavano a beneficiare delle borse di studio e di posti alloggio senza averne più diritto.

In pratica, spiega Rossella Zuffa del Dsu Toscana alla Nazione, «si tratta di ragazzi che avevano dichiarato erroneamente di essere in una fascia Isee più bassa, ma che invece col ricalcolo si sono trovati a pagare di più».

Qualcuno da la colpa al Caf, qualcuno dice che non si intende di queste cose. Il fatto, comunque, è che gli studenti dovranno restituire 47.000 euro tolti ai colleghi e alle casse dell’Università.

Raffaele Nappi

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

E' partita la caccia ai 70 miliardi per la ricerca

Next Article

Bonus Maturità, è caos: il Tar di Palermo annulla le graduatorie di Medicina

Related Posts
Leggi di più

Regalo di Natale al ministro Valditara: 500mila euro in più per il suo staff grazie ai tagli alla didattica

Un emendamento presentato dall'ex sottosegretario Rossano Sasso stanzia ulteriori 480mila euro per consulenti e collaboratori del Ministero dell'Istruzione. Soldi che verranno prelevati dal fondo per la didattica previsto dalla legge sulla Buona Scuola del 2015. Le opposizioni gridano allo scandalo ma da Viale Trastevere provano a gettare acqua sul fuoco: "Spese in linea con gli anni precedenti".