I sogni di Emma, tre esami alla laurea in Sociologia: spezzati dal brutale femminicidio

La 31enne di origini camerunensi uccisa e fatta a pezzi dal fidanzato. Studiava a Bologna, rabbia e dolore dell’Ateneo: “Studentessa modello”

La 31enne di origini camerunensi uccisa e fatta a pezzi dal fidanzato. Studiava a Bologna, rabbia e dolore dell’Ateneo: “Studentessa modello”

E’ stata uccisa e brutalmente fatta a pezzi, poi abbandonati in un bidone dell’immondizia dal fidanzato, un 43enne con problemi psichiatrici, che infine si è tolto la vita. Emma Elsie Michelle Pezemo, studentessa camerunense dell’Università di Bologna è stata vittima di un atroce femminicidio. “Una studentessa modello” è stato il ricordo dei professori e di tutta la comunità di studenti e docenti, definita in una nota dell’Alma Mater “attonita”. Piena solo di “dolore e sgomento”.

TRE ESAMI ALLA LAUREA

Trentuno anni, le mancavano tre esami per laurearsi in Sociologia e Servizio sociale. Una media tra il 27 e il 28, un sorriso largo e la grande voglia di fare. “Era una studentessa eccezionale, aveva già prestato servizio nel laboratorio informatico per un mese durante il lockdown, sempre puntuale e disponibile. Una davvero in gamba” ha detto di lei Piergiorgio Degli Esposti, il professore con il quale ieri avrebbe dovuto iniziare un tirocinio formativo.

AVREBBE DOVUTO INIZIARE UN TIROCINIO

Si sarebbe occupata di software di ricerca sociale con cui condurre questionari on line e interviste. “Una persona solare, simpaticissima. Una studentessa protagonista sia per profitto che per impegno”. Mentre insegnanti e compagni del dipartimento ricordano che “Emma si è sempre distinta per passione, impegno e determinazione ed era arrivata quasi al traguardo del suo percorso con buoni risultati”.

RABBIA E DOLORE

“Un ennesimo femminicidio” ha detto la prorettrice agli studenti Elena Trombini. “Da anni l’Università di Bologna lavora per la sensibilizzazione verso temi come la parità di genere e l’eliminazione della violenza contro le donne, attraverso iniziative e progetti aperti a tutte e tutti, in ogni momento dell’anno. Apprendere queste notizie non fa che aumentare la consapevolezza della forte necessità di tenere sempre alta l’attenzione, rafforzando le azioni contro atteggiamenti discriminatori e violenti, in particolare verso le donne”.

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