Grave episodio di violenza in una scuola di Lucca. Lo studente al prof: "Inginocchiati"

Ennesimo episodio di violenza nella scuola italiana. Uno studente di un istituto tecnico della provincia di Lucca ha aggredito verbalmente un professore di italiano, intimandogli di mettere un sei sul registro perché a comandare era lui.

“Mettimi sei, mettimi sei, non hai capito chi comanda qui?” è quello che ha gridato a squarciagola uno studente di un istituto tecnico superiore di Lucca al proprio professore. Non si capisce ancora quanto sia stata costruita a tavolino questa scena o sia frutto dell’ira dello studente. Fatto sta che la scuola italiana è ancora spettatrice di un episodio inquietante, in cui ci si chiede cosa altro deve accadere per metter mano alla riorganizzazione di un sistema educativo istruttivo che fa acqua da più parti.
Quel dito puntato contro, quel “inginocchiati” a un uomo di 64 anni, un papà, un nonno, un professore, fa davvero impressione.   
Ora scatteranno i provvedimenti disciplinari del caso, ma sembra ci siano gli estremi per l’imputazione per diversi reati fra cui minacce e oltraggio. E il professore?
Da parte sua l’insegnante sembra aver avuto un atteggiamento indulgente. Alla Gazzetta di Lucca ha fatto dichiarazioni che gettano acqua sul fuoco: «È stato un episodio spiacevole, ma limitato pur nella sua gravità — ha commentato — e lo studente mi ha chiesto scusa». Poi ha spiegato di aver avuto l’impressione che non sia stato una scoppio d’ira improvviso ma qualcosa di studiato. «Probabilmente volevano metterlo sul telefono e poi farlo girare e parlarne». 
Ecco il link al video  435276-video-rrtv-1200-180418_studente_lucca_master.m3u8

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Siria, al via la collaborazione tra Roma Tre e Università di Damasco

Next Article

Agli studenti di fisica una borsa da 10 mila euro. Concorso di Edison e Fondazione Volta

Related Posts
Leggi di più

Seggi elettorali, Cittadinanzattiva: “L’88% ancora nelle aule. E la maggior parte dei comuni non vuole spostarli”. L’appello

Le amministrazioni che hanno deciso di continuare a votare nelle scuole lo fanno per diversi motivi. In primis, la mancanza di luoghi pubblici o privati aventi le caratteristiche richieste. Cioè: senza barriere architettoniche, con servizi igienici e spazi per alloggiare le forze dell'ordine e in prossimità dell’elettorato resident