Gli rubano il pc con la tesi, studente scrive al ladro: “Ti prego restituiscimela”

homer_disperato_aaargh

È l’incubo di tutti gli studenti che si avviano a concludere il percorso universitario: perdere la tesi di laurea. Questa volta è toccato a un laureando dell’Università di Cagliari, cui è stata rubata la borsa contenente libri e pc portatile.

Peccato che la tesi – quasi conclusa dopo un lavoro di sei mesi – fosse salvata solo su quel computer. E così, dalle pagine della bacheca “Spotted Unica”, lo studente si rivolge direttamente al ladro: “Mi hai sottratto la borsa con dentro il portatile e i libri che ho lasciato incustoditi. Nel pc avevo la tesi a cui sto lavorando da parecchi mesi”.

Lo studente continua: “Senza quel lavoro sarò costretto a perdere almeno altri sei mesi in affitti e spese per vivere a Cagliari, senza un lavoro fisso!”.

Gli altri studenti, comunque, se la prendono anche con la superficialità del ragazzo: “E’ rischioso salvare un lavoro di tesi su un solo dispositivo. Io, ad ogni modifica, la salvavo su più strumenti, per evitare rischi del genere” – scrive Nicola.

Qualcuno, poi, parla di un fiorente mercato nero di pc rubati, proprio intorno all’Università. Lo studente, comunque, non ci sta, e confida nella buona volontà del ladro: “Spero che tu riesca a capire la situazione e mi faccia riavere il portatile in qualche modo, magari lasciandolo anche in forma anonima in qualche posto”.

Ad oggi ancora nessuna notizia della restituzione. Toccherà aspettare…

Raffaele Nappi

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Cinefili, occasioni in Kodak

Next Article

Polemiche al concertone: nudo sul palco

Related Posts
Leggi di più

Gran Bretagna, niente visto speciale per i nostri laureati: le università italiane considerate “troppo scarse”

Il governo britannico mette a disposizione una "green card" per attrarre giovani talenti e aggirare così le stringenti regole imposte dalla Brexit. Potranno partecipare però solo chi si è laureato in una "università eccellente" in giro per il mondo. Dall'elenco però sono state esclusi tutti gli atenei italiani considerati quindi non all'altezza in basse ai risultati nelle più prestigiose classifiche mondiali.