Giovani e lavoro, Letta: “Domani a Bruxelles sarò duro”

letta a bruxelles

Letta a Bruxelles. ”Ho sollevato una necessita’ raccogliendo un consenso largo e inaspettato: l’Italia ha posto un problema politico e fornito risposte pratiche”. Cosi’ il premier Enrico Letta alla Camera rivendica il successo di ”un traguardo raggiunto: porre al centro del consiglio europeo il nodo del lavoro giovanile”.

Domani e venerdì al Consiglio Ue di Bruxelles “ci attende un confronto duro e importante”, però con la consapevolezza che “se si ferma così com’è l’Europa è perduta” e che “possiamo ripartire” proprio da questo Consiglio. Lo afferma il premier Enrico Letta, intervenendo alla Camera per le comunicazioni in vista della riunione con i capi di Stato e di governo europei.

Al vertice “porrò l’accento una volta ancora sul dramma del lavoro che non c’è, sugli oltre 15 milioni di ragazzi senza lavoro e prospettiva”, e soprattutto “su un’Europa che o dà risposte concrete ai problemi o lentamente muore”. Perchè Letta descrive una Ue “che stenta a uscire dalla recessione, dove sono calati gli investimenti, dove si sono chiusi drammaticamente i rubinetti del credito in alcune Paesi, dove le ombre sulla moneta unica non sono ancora fugati del tutto”.

Come dimostra il fatto che “sono bastate due notizie da Karlsruhe e Atene per dare il segno che la crisi non è ancora finita, per riportare imemdiatamente la tensione sui mercati, far salire i tassi di interesse sul nostro debito e di altri Paesi Ue”. Dunque “il tempo stringe, va contrastata l’inerzia, la difesa di impostazioni rigide, di prerogative nazionale”.

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