Giovani contro vecchi, la guerra dei precari nella suola italiana

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Giovani contro vecchi. È pronta a scoppiare una nuova polemica nel mondo della scuola italiana. Da una parte i precari storici, dall’altra i giovani laureti con le prime supplenze alle spalle. In palio c’è la possibilità di partecipare al concorso per docenti, quello che il ministro Profumo ha finalmente sbloccato e che si prospetta in una seconda versione anche a maggio.

Sarà questa la settimana decisiva per il ministero dell’Istruzione, che non intende fare passi indietro sull’abilitazione dei pecari storici, il cosiddetto Tfa Speciale, voluto da Mariastella Gelmini e portato a compimento da Profumo.

Nello specifico il Tfa permette di ottenere l’abilitazione per partecipare a futuri concorsi. Profumo, però, lo modificò, tutelando i precari storici, in modo tale da evitare un sorpasso nelle graduatorie da parte dei nuovi giovani laureati.

Una situazione che stenta a risolversi, dietro un mondo della scuola che è sempre più in difficoltà. Nell’ultima settimana il decreto di Profumo è approdato in Parlamento alla commissione Cultura. Ci sono, al proposito, alcune novità poste prima dell’approvazione definitiva, come la tutela dei precari “storici” e la riaffermazione del valore abilitante dei diplomi magistrali.

Soddisfatti i sindacati, ora la parola passa al ministro Profumo, che si trova davanti una scelta non facile: da una parte i giovani precari, che rivendicano una valutazione meritocratica, dall’altra i precari “storici”, che rivendicano la loro esperienza nel mondo della scuola. Un pasticcio tutto italiano che, al momento, non vede alcuna soluzione.

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