Giovane Italia: basta speculazioni, l’economia al servizio degli stati

Un centinaio di militanti della Giovane Italia hanno manifestato ieri a Largo Goldoni, per chiedere al Governo di fermare la speculazione delle banche e favorire il credito alle imprese e alle famiglie.

Un centinaio di militanti della Giovane Italia hanno manifestato ieri a Largo Goldoni, per chiedere al Governo di fermare la speculazione delle banche e favorire il credito alle imprese e alle famiglie.  I ragazzi hanno raccolto in poco tempo più di mille firme per chiedere l’introduzione dell’Imu per le fondazioni bancarie e alcune garanzie per le famiglie e le imprese.

«In un tempo di crisi economica così preoccupante come quello che sta attraversando l’Italia, nel quale ogni cittadino è chiamato a compiere dei grandi sacrifici, non riusciamo a capire perché le banche debbano essere le uniche ad arricchirsi e a godere di privilegi. Ultimo, ma solo in ordine cronologico è stata la scelta di sfruttare i fondi ricevuti dalla BCE non per reinvestirli nell’economia reale a favore di cittadini e imprese, ma di usarli per consolidare i loro bilanci e per acquistare titoli del debito pubblico o prestandoli con dei tassi elevatissimi e con il solito atteggiamento di chi specula sulla crisi». Così dichiara Cesare Giardina, presidente Giovane Italia Roma, e aggiunge «Per questo da oggi saremo in tutte le piazze della città raccogliendo le firme per chiedere al governo di obbligare le banche a reinvestire i fondi ricevuti dalla BCE a favore di Giovani, Famiglie e piccole e medie imprese e per chiedere anche l’introduzione dell’IMU per le fondazioni bancarie. Come ogni momento di difficoltà in un paese c’è bisogno di guardare in faccia la realtà e alla favoletta che gli istituti di credito sono luoghi di beneficenza non riusciamo proprio a crederci».

«Con questa petizione chiediamo che sia istituita una legge apposita denominata ‘Patrimonio Destinato’ – ha poi aggiunto Matteo Guidoni, dirigente regionale della Giovane Italia Lazio – ossia una legge che vincoli parte dei prestiti che arrivano dalla BCE alle esigenze reali del Paese con priorità alle famiglie, ai giovani e alle piccole imprese.  Dopo un attento studio dei numeri e delle reali situazioni in cui versa il nostro Stato chiediamo a questo Governo di agevolare l’accesso al credito e di vigilare affinché i soldi che arrivano dall’Europa, già fin troppo lontana alle reali esigenze dei suoi abitanti, vengano usati per rilanciare l’economia reale del Paese e non per garantire gli interessi di pochi».

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