Giornata mondiale contro la violenza alle donne a Napoli

Ogni giorno donne e ragazze subiscono soprusi, aggressioni e a volte vengono anche uccise.

Ogni giorno donne e ragazze subiscono soprusi, aggressioni e a volte vengono anche uccise.

Agghiacciante il dato secondo cui ogni tre giorni in Italia viene uccisa una donna dal suo partner o ex e che 1 donna su 4 è vittima di violenza. Oggi, 25 novembre, è la Giornata Mondiale contro la violenza alle donne. Una data istituita dall’Onu a seguito dell’uccisione delle tre sorelle Mirabal, assassinate il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo.

Il Comune di Napoli dedica una seduta monotematica sul tema: l’assemblea cittadina si riunirà alle ore 15.00 al Maschio Angioino che, all’imbrunire, sarà illuminato di colore rosa. A seguire, L’Udi, Unione donne d’Italia e Donne in Nero, insieme all’Assessorato Pari opportunità del Comune di Napoli, hanno organizzato un incontro di riflessione e informazione alla Sala della Loggia. Sono previsti interventi dell’Assessore alle Pari Opportunità Giuseppina Tommasielli, di Elena Coccia vice presidente del Consiglio comunale e relatrice della legge proposta dell’UDI di Napoli, dei centri antiviolenza e delle Consigliere Comunali.

“Vogliamo che si parli anche della violenza fatta alle donne napoletane sottraendo loro i fondi europei – accusa Stefania Cantatore, Responsabile Udi Napoli – ieri eravamo in Consiglio regionale per capire come è possibile che ben 10 milioni di euro destinati a servizi e centri per le donne “stagnano” in Regione e nessuno ne sa nulla. Mentre chiudono centri antiviolenza a Napoli e in tutt’Italia, è una vergogna che la Regione non passi investimenti così importanti destinati alle donne, stiamo pensando di chiedere un’ispezione”.

“C’è ancora tanto da fare – continua Cantatore – in Italia non c’è una legge organica contro la violenza sessuale. Dobbiamo aprire una questione sul piano internazionale per ciò che riguarda lo schiavismo sessuale e gli abusi nelle missioni di pace e ricostruire una rete solidale tra le donne. Le donne Napoletane chiedono simbolicamente l‘installazione a Piazzale Tecchio di un totem contro la violenza che ricordi le vittime aggiornando i dati volta per volta in una scritta luminosa”.

I dati, le cifre dolorose della violenza sulle donne a Napoli, saranno forniti proprio stamattina dall’ Assessore Tommasielli presso il Centro Donne in Via Posillipo.

In ambito accademico, la Facoltà di Psicologia della Seconda Università degli Studi di Napoli, con il Comune di Santa Maria Capua Vetere e in collaborazione con la Procura di Santa Maria Capua Vetere, l’ATS “Occhi Aperti”, la cooperativa “Eva” e il comitato “Se non ora quando” di Caserta, ha organizzato una serata per riflettere e discutere sul tema dal titolo “Desdemona non abita più qui”. In programma lo spettacolo ‘La Corale dei nomi propri’ della Compagnia Officina Teatro che parla di donne, donne vittime di ingiustizie, di soprusi, di violenze e a seguire un dibattito che vuole coinvolgere esperti, rappresentanti di associazioni che si occupano di violenza contro le donne, studenti, cittadini per capire che la violenza abita accanto a tutti noi e spesso ha le chiavi di casa. L’appuntamento è al Teatro Garibaldi in Corso Garibaldi a Santa Maria Capua Vetere a partire dalle ore 19.30.

E ancora a palazzo Giusso dell’Università L’Orientale alle ore 15,00 è prevista la proiezione di “We want sex” il film che narra la storia di Rita O’Grady, la donna che nel 1968 guidò lo sciopero delle 187 operaie della fabbrica Ford nell’Essex (Inghilterra) che pose le basi per la legge sulla parità di diritti e di salario tra uomo e donna. Perché violenza è anche il mobbing subito per aver scelto di avere un figlio, scarsa partecipazione delle donne in politica e precarietà. Di questo discuteranno Teresa Potenza, Comitato Se non ora Quando Napoli, CGIL; Luana Di Tuoro, Segretaria Filcams CGIL e Maria Rosaria De Rosa, Storia delle identità di genere e dei diritti sessuali, Università degli Studi di Napoli l’Orientale.

i.b.

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