Giornalisti, come diventare professionisti

Cose bisogna fare per diventare giornalisti professionisti? Diventato sempre più difficile da ottenere e da raggiungere, il praticantato nei giornali non costituisce più l’unica strada di accesso per l’esame di Stato. Oggi in Italia ci sono una serie di master o scuole di specializzazioni, riconosciute dall’Ordine dei giornalisti.

Cose bisogna fare per diventare giornalisti professionisti? Diventato sempre più difficile da ottenere e da raggiungere, il praticantato nei giornali non costituisce più l’unica strada di accesso per l’esame di Stato. Oggi in Italia ci sono una serie di master o scuole di specializzazioni, riconosciute dall’Ordine dei giornalisti. A queste può accedere, superando una selezione attitudinale, un numero limitato di allievi che varia a seconda della capacità delle singole scuole.

Le stesse vengono riconosciute quando documentino al Consiglio Nazionale di essere in grado di osservare condizioni e garanzie fissate dallo stesso Consiglio, quali ad esempio: finalità esclusivamente formative; trasparenza ed autonomia delle fonti di finanziamento; esibizione delle convenzioni stipulate con le imprese editoriali per il necessario apprendimento pratico integrativo di quello svolto negli organi di informazione editi dalle scuole stesse; selezione pubblica obbligatoria per titoli ed esami; durata dei corsi minimo biennale; frequenza obbligatoria e a tempo pieno; programmi didattici a livello universitario; composizione del corpo docente sia accademico che universitario.

E’ stato convenuto, in accordo con gli atenei che ne hanno fatto richiesta, che vada prescelta la forma del master (biennale), più adatta a mettere insieme le caratteristiche dell’insegnamento superiore. A questi master (ed in quelli degli Istituti per la formazione al giornalismo ancora esistenti) possono accedere – attraverso un concorso per titoli ed esami – i laureati provenienti da diverse Facoltà universitarie. Sul sito dell’Ordine dei giornalisti è disponibile l’elenco delle scuole attualmente convenzionate.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Un premio per la ricerca sul cancro

Next Article

Numero chiuso, Udu vince un altro ricorso

Related Posts
Leggi di più

Giovani italiani divisi tra Neet e piccoli imprenditori: in entrambi i campi abbiamo il record europeo

Rilevazione di Confartigianato sulla situazione lavorativa dei giovani nel nostro Paese. Ci sono 123.321 imprese artigiane con a capo un under 35 ma il rovescio della medaglia è rappresentato dal 23% dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studia e non lavora. In Campania e in Calabria sono 1 su 3. "Le aziende fanno fatica a trovare lavoratori con competenze digitali e green".
Leggi di più

Erasmus+, un partecipante su tre trova lavoro all’estero dopo il tirocinio

I dati di un'indagine svolta dall’Agenzia nazionale Erasmus+ evidenziano come oltre il 30% dei partecipanti ai programmi di formazione fuori dai confini italiani alla fine del percorso siano riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro dei paesi ospitanti. Quest'anno sono già 457 i progetti di mobilità individuale ricevuti.
Leggi di più

Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all'interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.