Gheddafi a Roma, città blindata

berlusconigheddafi.pngImponenti misure di sicurezza nella Capitale, sorvolata fin dalle prime ore della mattina da elicotteri e disseminata di pattuglie delle forze dell’ordine per l’arrivo del leader libico Muhammar Gheddafi, accolto all’aeroporto di Ciampino dal premier Silvio Berlusconi. Intanto continua a montare la protesta e si moltiplicano le iniziative di dissenso verso il Colonnello. «L’Onda respinge Gheddafi». Con questo slogan gli studenti della «Sapienza in Onda» hanno rivolto un appello «a migranti e realtà sociali cittadine» per contestare la visita del leader libico all’Università Sapienza prevista per domani alle 12.30. Per questo già alle 10.30 presso la Città Universitaria l’Onda ha dato appuntamento per la protesta, che prevede azioni comunicative.

Gli studenti, che hanno annunciato «l’apparizione di San Papier, protettore dei migranti della Terra», hanno rivendicato il «diritto al dissenso», contro le polemiche che si «riproducono ogni qual volta un invitato in pompa magna viene contestato da studenti, ricercatori e docenti». La protesta dell’Onda «si vuole opporre in primo luogo all’articolo 19 del trattato stipulato tra Italia e Libia, che mette sullo stesso piano la lotta al terrorismo, la lotta al traffico di sostanze stupefacenti e l’immigrazione clandestina». «Su quali argomenti, a che proposito e per quale motivo sia stato invitato non ci è dato saperlo», hanno detto gli studenti a proposito degli scopi della visita di Gheddafi. «Già vediamo il rettore Frati – hanno aggiunto – stendere il tappeto rosso a colui che fino a poco tempo fa era ritenuto uno dei più sanguinari dittatori».

Sapienza, 200 firme “contro”. «Sono più di 200 le firme raccolte tra studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo che ritengono inopportuna la visita del leader libico Gheddafi all’Università Sapienza». Lo hanno comunicato alcuni studenti di Fisica della Sapienza, che ieri, dopo un’assemblea, hanno «lanciato un appello per le firme contro la visita di Gheddafi all’università». «Tra i docenti firmatari – hanno riferito gli studenti – ci sono i professori del dipartimento di Fisica della Sapienza Giorgio Parisi, Brunello Tirozzi e Carlo Cosmelli».

Il Colonnello, il Cavaliere e il Barone. Nel volantino di contestazione degli studenti sulla visita di Gheddafi, intitolato ‘Il Cavaliere, il Colonnello e il Barone. Basta lager e torture. Gheddafi ospite indesiderato alla Sapienza’, si legge della «tremenda coppia Colonnello-Cavaliere, la principale responsabile delle migliaia di morti nel tentativo di attraversare il mare che separa le coste dei due stati». Ad essere criticato è soprattutto «lo storico accordo del 30 agosto 2008, che ha sbloccato i pattugliamenti congiunti anti immigrazione, che si concludono con la deportazione dei migranti nei lager libici». Critiche anche al rettore Luigi Frati, perché «continua con la sua personalissima gestione della ‘politica estera’ di quello che considera il suo feudo».

Sassari, nessun dietrofront sulla laurea. Nonostante le polemiche l’iter per il conferimento della laurea honoris causa in Giurisprudenza a Gheddafi, deliberata l’8 maggio scorso dal consiglio di facoltà dell’ateneo sassarese, continua spedito. Il 18 giugno verrà inviata formalmente al Senato accademico la verbalizzazione dell’approvazione della proposta formulata dal preside della facoltà di Giurisprudenza, Giovanni Lobrano, di conferire la laurea honoris causa al leader libico. Alla notizia dell’intenzione di attribuire un riconoscimento accademico a Gheddafi, i Radicali avevano inviato al preside un appello per scongiurare la cosa sottoscritto da 563 docenti universitari italiani. Ma le polemiche erano giunte da più parti, ad esempio dal leader della Destra, Francesco Storace, che aveva definito l’iniziativa ridicola. Diversi poi i gruppi nati su Facebook contro la scelta della facoltà sassarese.

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