Fondi alle Università meritevoli, è ancora polemica. Gli studenti: “Le denunce dei rettori sono sterili ed egoiste”

Esame di ammissione alla facoltà di medicina all'università statale di  Milano

La guerra tra rettori non è finita. Sta ancora facendo discutere la denuncia da parte dei “Magnifici” di alcune Università italiane, che protestavano contro un netto taglio dei fondi concessi agli Atenei nonostante i grandi risultati espressi nella classifica dell’ANVUR. La questione è semplice: le Università italiane che hanno ottenuto i primi posti nella speciale graduatoria che premia il merito e la ricerca sono, al contrario, alle ultime posizioni per quanto riguarda fondi e finanziamenti. Un sistema quasi paradossale, che ha aperto una questione ancora irrisolta per il MIUR.

Un esempio? Verona, da terza nell’ANVUR a trentaseiesima per fondi, con un taglio di oltre 2 milioni di euro sul bilancio rispetto al 2012. Venezia, quinta per didattica e ricerca, quarantaquattresima per fondi, con un taglio di 3,2 milioni di euro. Senza parlare di Padova, al primo posto nella classifica del merito, che subisce un taglio di ben 8,7 milioni di euro, ricevendo – solo per fare un esempio – meno finanziamenti dell’Università di Lecce e dell’Orientale di Napoli.

“Il problema è oramai noto: il modello distributivo dei fondi per la ricerca universitaria in Italia è un retaggio del passato, ed è legato in parte ancora alla spesa storica degli Atenei – racconta Giuseppe Zaccaria, rettore di Padova. Ora serve una scelta forte e coraggiosa: sono settimane cruciali, potrebbe essere l’ultima occasione per riportare il merito al centro del discorso pubblico”.

Gli studenti, però, la pensano diversamente. “La protesta dei rettori ancora una volta si focalizza su un falso problema – dichiara Alberto Campailla, portavoce di  LINK Coordinamento Universitario – come studenti intendiamo sottolineare con indignazione, che anche quest’anno il  fondo di finanziamento all’università subisce un taglio generalizzato non indifferente, pari a quasi 400 milioni di euro”.

“Eppure non sono molto lontani i tempi in cui gli studenti, i ricercatori e tutto il mondo accademico e rettori compresi denunciavano a gran voce il sotto-finanziamento dell’università pubblica. Non siamo lontani nemmeno nelle cifre dai tagli del Governo Berlusconi, da allora il taglio effettivo è stato di circa 1,5 miliardi diluito in 5 anni. Quello che invece sembra essere cambiato è l’atteggiamento dei rettori rispetto alle politiche di smantellamento dell’università pubblica” – commenta ancora Campailla.

“Tutto quello che i Rettori sono riusciti a fare è stata una sterile rivendicazione sui mancati introiti della propria università relativi alle classifiche ANVUR, che hanno già dimostrato tutta la loro inaffidabilità e inefficienza, senza nemmeno accorgersi che i mancati introiti si sono verificati in tutti gli atenei italiani”.

Addirittura il Rettore Carlo Carraro dell’Università Ca’Foscari di Venezia, si è sentito in obbligo di chiedere maggiore peso da dare al “merito”, eppure anche quest’anno la quota premiale è continuata a crescere toccando la quota del 13,5% dell’intero FFO.

“Nei prossimi mesi il MIUR elaborerà un nuovo decreto di finanziamento all’università, incentrato principalmente sul costo standard per studente e la valutazione della ricerca dell’ANVUR. – conclude Alberto Campailla. Chiediamo fin da subito alla Ministra Carrozza di invertire la rotta: le università vanno rifinanziate assicurando, non solo la piena funzionalità e trasparenza, ma disegnando intorno ad esse un piano di sviluppo che permetta di avvicinarsi all’obiettivo europeo del 40% dei laureati entro il 2020”.

RN

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