Firenze, dallo scarto dell’olio nasce il biodisel

Produrre biodiesel da oli alimentari esausti. La ricerca, condotta da un gruppo dell’università di Firenze e coordinata da Alberto Brandi, Donatella Giomi e Antonella Salvini del Dipartimento di Chimica Ugo Schiff, ha dato vita ad un nuovo brevetto, che sta suscitando interesse a livello europeo. L’uso di oli vegetali vergini pone notevoli problemi etici e di opportunità: per questo risulta particolarmente interessante la produzione di biodiesel da oli vegetali esausti, il cui smaltimento, invece, rappresenta di solito un costo.

«Il nostro studio – spiegano gli autori – prevede la produzione di biodiesel a partire da oli alimentari esausti, grassi animali di scarto o da residui industriali di produzione di oli ad elevato contenuto di acidi liberi grazie ad un processo che utilizza un mediatore acido in fase omogenea e un alcool come metanolo o etanolo». Il brevetto dei ricercatori fiorentini ha già suscitato l’interesse del mondo produttivo: le società Gatti srl, di Castelnuovo Rangone (Modena), e Adriatica Oli srl, di Montecosaro (Macerata) – due aziende impegnate nel recupero e trattamento di oli esausti – finanzieranno la ricerca per l’applicazione industriale del brevetto.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Sassari, finanziamento record per l'Erasmus placement

Next Article

Francesco Pinto ospite a "come alla corte"

Related Posts
Leggi di più

Studente muore schiacciato da una trave d’acciaio: era all’ultimo giorno di stage gratuito in azienda

Lorenzo Parelli aveva 18 anni e ieri stava per completare il tirocinio in un'azienda meccanica della provincia di Udine dove viveva. La Procura adesso ha aperto un'inchiesta per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. La Rete degli studenti medi attacca: "Non si può morire mentre si sta facendo quella che dovrebbe essere un'attività didattica"
Leggi di più

Sapienza, Bologna e Padova le tre migliori università italiane secondo la classifica Artu. Nel mondo a guidare è Harvard

Pubblicata la classifica redatta dall'University of New South Wales di Sydney che unisce in un unico indice i tre ranking mondiali più influenti: Quacquarelli Symonds (Qs), Times Higher Education (The) and the Academic Ranking of World Universities (Arwu). La prima italiana, La Sapienza di Roma, si piazza al 155esimo posto, l'ultima (il Politecnico di Torino) al 370esimo.