Facebookmania: gruppi a favore e contro la Gelmini

Secondo gli ultimi dati sono 1 milione 369 mila (su 132 milioni di utenti nel mondo) gli italiani iscritti a Facebook. Si tratta di un social network nato quattro anni fa da Mark Zuckerberg, all’epoca diciannovenne e studente presso l’ Università di Harvard.
Gli utenti creano profili che spesso contengono foto e liste di interessi personali, scambiano messaggi privati o pubblici e fanno parte di gruppi di amici.
In uno studio condotto da Student Monitor, un’azienda del New Jersey specializzata in ricerca riguardante il mercato studentesco, Facebook è stato nominato come la seconda cosa più “In” tra gli studenti universitari, allo stesso posto della birra e del sesso dopo l’ iPod.
Facebook si è diffuso rapidamente anche in Italia con un incremento di ‘visitatori’ che, in appena un anno, ha segnato un +961% (con un +135% degli iscritti).
Tante le possibilità che offre questo sito: dalla facilità ad iscriversi ad entrare in contatto con centinaia tra conoscenti, amici di vecchia data e nuovi amici, alla possibilità di inserire foto ed iscriversi a veri e propri gruppi di discussione.
Ecco, secondo gli esperti, l’identikit dei popolo di Internet contagiato dalla Facebookmania:
I NOSTALGICI – “Si emozionano alla vista delle foto dei compagni di classe delle medie o del liceo. Cercano gli amici del passato per vedere come sono invecchiati, e commentano i bei tempi andati. “
I LATIN LOVER VIRTUALI – “Dichiaratamente a caccia di nuovi potenziali partner.”
I CUORI INFRANTI – “Sfiniti dall’ultima relazione – in corso o finita – sono a caccia degli antichi amori. Hanno l’impressione di essersi persi per strada qualcosa di vero. “
I TROPPO SOLI – “Sono un po’ sfigati, non sono riusciti a costruire relazioni vere e cercano amici ‘virtuali’”
GLI INSODDISFATTI – “Infelici anche se hanno una famiglia e dei figli, spesso sono donne. Non trovano spazio per il sogno, il romanticismo e quel pizzico di avventura, che finisco per cercare su Facebook.”
QUELLI DELLA PUBBLICITA’ –“ Sono più o meno famosi, politici, campioni dello sport, attori. Ricorrono a Facebook in modo strumentale, per farsi mega-spot gratuiti.”
QUELLI CON L’ATER EGO –“Dai 400 burloni che si sono presentati nei panni del calciatore Francesco Totti, ai tanti Giulio Cesare o Maria Antonietta, a quelli che pubblicano foto diverse o ‘ritoccano’ la descrizione vantando titoli ed esperienze di fantasia. Soli e in cerca di contatti, si mettono una maschera per ottenere attenzioni e credibilità nel mondo virtuale.”
Sono sempre più affollati i gruppi di discussione in cui ci si può iscrivere. Negli ultimi giorni principalmente sono due quelli che hanno avuto un notevole picco di iscritti:
POLITICA: Il ministro dell’Istruzione è il politico-Facebook del momento raccogliendo, ad oggi, sul sito che mette in comunicazione utenti ben 420 gruppi legati dalla parola chiave “Gelmini”. Tra i principali gruppi: “L’unico ministro che poteva fare peggio della Moratti: la Gelmini” (2.936 iscritti), “Internate la Gelmini” (478 iscritti), “Fermiamo la Gelmini” (622 iscritti), “No alla riforma Gelmini” (1.803 iscritti)….
Ma per il ministro che chiede il maestro unico non c’è solo obiezione e protesta. Su Facebook incontra anche sostenitori, come “Fans di Maria Stella Gelmini“(385 membri), “Sostegno al Ministro Gelmini per una scuola italiana migliore” (2.097 membri), “Io sto con la Gelmini” (140 membri)
NAPOLI: sono almeno quattro le aree discriminatorie per la città con 50mila iscritti – questo è quanto riportato dal Corriere del mezzogiorno del 20 novembre 2008– “in cui slogan e gruppi xenofobi hanno attirato l’attenzione del Parlamento di Strasburgo e del centro ebraico per i diritti umani. Tutto ciò ha suscitato nei napoletani lo sdegno e la preoccupazione di essere considerati male come gli extracomunitari, omosessuali e rom. Conta ben 5 mila e 791 membri il gruppo “ODIO NAPOLI”. Un gruppo definito di carattere “goliardico” ma che nelle sue tematiche tratta tematiche del tipo: “ Riescono a rendere merda ogni cosa che si associa a loro”. Utenti che in un unico grido raccontano di napoletani delinquenti, colerosi, brutti, sporchi e cattivi.”

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