Esame di maturità: promosso il 99% dei candidati. Ma allora a cosa serve?

esame di maturità

A cosa serve l’esame di maturità? Ora non se lo chiedono solo gli studenti, ma anche gli amministratori della pubblica istruzione. I dati sugli esiti delle prove di maturità per l’a.s. 2012/2013, anticipati da La Repubblica, mostrano che oltre il 99% degli ammessi è stato poi promosso.

Nel 2006/2007, i respinti ai nuovi esami di stato furono quasi il 3%. Da allora, i bocciati alle tre prove che costituiscono l’esame di maturità si è andata assottigliando fino ad arrivare al dato odierno per cui solo lo 0,9% dei ragazzi ammessi non sono riusciti a superare l’esame. Si tratta del migliore risultato in assoluto da quando nel 2006/2007 è stata introdotta l’ammissione agli esami di stato.

Ma se quasi tutti gli studenti ammessi alla maturità poi riescono ad ottenere il diploma perché continuare a farli, considerando anche che la prova finale costa allo Stato quasi 100 milioni di euro solo per i compensi delle commissioni?

A ben guardare i dati, inoltre, emerge che il vero lavoro di verifica non viene svolto dall’esame di maturità in sé, quanto dall’ammissione che lo precede. Lo scorso a.s., ad esempio, il 4,5% degli studenti iscritti alle classi quinte non è stato ammesso a sostenere l’esame di maturità; una cifra ben più consistente rispetto allo 0,9% di quelli che non sono riusciti a passare l’esame finale.

Una questione che per ora rimane insoluta: anche per quest’anno, infatti, l’esame di maturità arriverà per gli oltre 500 mila studenti all’ultimo anno della scuola superiore, tutti in attesa della comunicazione del Ministero riguardo la materia che sarà oggetto della seconda prova scritta, attesa per i prossimi giorni.

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