Effetto DaD sulle matricole: divario digitale, impatto psicologico e disuguaglianze nell’apprendimento

Divario digitale, effetti psicologici e disuguaglianze nell’apprendimento sono le principali criticità emerse dall’indagine “La scuola in una stanza” condotta da Tortuga – think tank di studenti, ricercatori e professionisti del mondo dell’economia e delle scienze sociali – in collaborazione con la società di ricerca FFind e Renew Communication.

La ricerca analizza l’effetto della Dad sulle matricole universitarie in Italia e contiene alcune iniziative di policy per sensibilizzare i policy maker e iniziare ad affrontare le problematiche emerse da 18 mesi di didattica a distanza.

  • La principale criticità risulta il divario digitale, che Tortuga propone di superare con corsi di formazione digitale obbligatori per studenti e insegnanti; iniziative permanenti di sostegno; creazione di spazi in cui poter seguire la Dad gratuitamente;
  • Ulteriore problematica è l’impatto psicologico della Dad, arginabile con il potenziamento dei centri di supporto psicologico a tutti i soggetti coinvolti in scuole e università; supporto nell’orientamento post-scolastico fino alla creazione di un unico portale di riferimento;
  • Emergono poi disuguaglianze nell’apprendimento, superabili con Debiti Ofa (Obbligo formativo aggiuntivo) per le matricole universitarie; corsi di recupero nel corso dell’anno; apertura delle strutture scolastiche anche d’estate, per il recupero dell’apprendimento.

Lo studio è stato effettuato su un campione di 350 studenti tra i 18 e i 20 anni che hanno concluso le superiori in Dad e che ora sono iscritti al primo anno di università. Per quanto riguarda la provenienza geografica, il 39,7% risiede al Nord, il 22,9% al Centro e il 37,4% al Sud. 

Il divario digitale

La mancanza di un dispositivo e di una connessione adeguati sono due delle difficoltà segnalate con più frequenza dagli intervistati. Il 70% degli studenti appartenenti al gruppo socioeconomico più basso lamentano problemi di connessione, contro il 50% degli studenti di status socioeconomico elevato. 

Se consideriamo poi l’uso dei dispositivi, si rileva che il computer portatile è di gran lunga il più utilizzato, insieme a quello fisso. Si scopre, però, che gli studenti nel gruppo socioeconomico più basso hanno utilizzato maggiormente il cellulare per seguire le lezioni (il 22,7%, contro il 6,6% degli appartenenti al gruppo socioeconomico più alto), gli stessi che hanno rilevato peggioramenti nelle loro performance universitarie. 

Altra importante evidenza emersa è la scarsa digitalizzazione del sistema scolastico italiano: soprattutto al Centro e al Sud, i docenti non sono ritenuti sufficientemente abili nell’utilizzo delle piattaforme digitali (solo il 6,1% al Sud e il 7,5% al Centro considera ottime le capacità digitali dei docenti). 

Le proposte di Tortuga: risultano urgenti alcuni interventi per colmare il gap digitale tra istituti, territori e docenti. In questo senso, aiuterebbero corsi di formazione digitale obbligatori per studenti e insegnanti; iniziative permanenti di sostegno a chi non ha accesso a dispositivi adeguati e connessione ben funzionante; creare spazi (anche nelle stesse scuole) in cui gli studenti in difficoltà possano seguire la Dad gratuitamente.

L’impatto psicologico della dad

Il 29% degli intervistati ha dichiarato di aver rinviato la partecipazione alla Dad nel marzo 2020 per problemi di concentrazione che, unita alla mancanza di motivazione (24% degli intervistati), è tra le principali problematiche riscontrate sia durante le superiori che all’università. Anche qui, l’impatto è maggiore tra gli studenti più svantaggiati: il 73% dichiara di aver sofferto di scarsa motivazione e l’80% lamenta problemi di concentrazione, contro il 65% e il 63% degli studenti del gruppo socioeconomico più alto.

Gli intervistati aggiungono anche altri problemi che afferiscono alla sfera della salute mentale, come ansia, depressione, solitudine, impossibilità di fare amicizia o socializzare.

Le proposte di Tortuga: riproporre il potenziamento dei centri di supporto psicologico in tutte le scuole e università, al personale scolastico, agli studenti e alle famiglie (già previsto dall’articolo 231 comma 2 del D.l. 17 luglio 2020 e dall’articolo 6 del Protocollo di intesa tra il Ministero dell’Istruzione ed il CNOP per il supporto psicologico nella Scuola); supportare la fase dell’orientamento post-scolastico, già debole nel sistema scolastico italiano, fino alla creazione di un unico portale di riferimento per l’orientamento italiano, come già descritto nella memoria dell’audizione parlamentare depositata da Tortuga presso Camera e Senato.

Le disuguaglianze nell’apprendimento

Analizzando la correlazione tra le ore seguite in Dad durante la scuola superiore e la performance universitaria è emerso che chi ha seguito più lezioni durante la pandemia sembra aver ottenuto dei risultati migliori durante il primo periodo universitario.

Si è rilevato che il Nord è l’unica zona in cui oltre il 60% degli intervistati riporta di aver ricevuto più del 75% delle ore scolastiche settimanali. Al Sud e al Centro, il numero di intervistati che dichiara di aver ricevuto oltre il 75% delle ore previste in Dad diminuisce di circa 10 punti percentuali.

L’evidenza statistica dell’analisi è chiara e significativa: a parità di condizioni di partenza (provenienza geografica, status socioeconomico, voto di maturità, ecc.), a un aumento dell’1% delle ore seguite corrisponde un aumento del 18,1% nella performance universitaria. Gli studenti meno abili sono quelli che hanno seguito in percentuale meno ore in Dad, e che più spesso fanno registrare risultati universitari non eccellenti: la Dad potrebbe dunque aver aumentato un divario già esistente prima dello scoppio della pandemia.

Le proposte di Tortuga puntano a sfruttare strumenti già esistenti, come: Debiti Ofa (Obbligo formativo aggiuntivo) per le matricole universitarie; corsi di recupero mirati nel corso dell’anno, che potrebbero essere tenuti su base volontaria dagli studenti degli ultimi anni o iscritti all’università o come attività di servizio civile. Infine, come auspicato da Tortuga nella primavera del 2020, aprire le strutture scolastiche anche d’estate, per supportare il recupero dell’apprendimento (in questo senso si sta muovendo anche il Piano Scuola Estate 2021 lanciato dal MIUR quest’anno).

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