Educazione Civica 2.0, tutto in 33 ore

gelmini_cittadinanza_costit.jpg“Approfondire il testo della nostra Carta Costituzionale, sperimentare forme di partecipazione attiva alla vita democratica, affrontare i temi dell’educazione ambientale, l’educazione stradale e il volontariato”. Questa la mission che il ministro di Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini attribuisce al restyling contenutistico della cara-vecchia-e-bistrattata ora settimanale di Educazione Civica: adesso il modulo didattico “interdisciplinare”nelle scuole di ogni ordine e grado – in partenza a settembre 2009 – è stato ribattezzato “Cittadinanza e Costituzione” e sarà ricavato all’interno delle ore di storia, geografia e studi sociali.
L’iniziativa, presentata in pompa magna a Palazzo Chigi, si pone obiettivi ambiziosi: documentare le buone pratiche (per fine maggio è già previsto un bando di concorso che finanzierà con 1 milione di euro le migliori proposte di sperimentazione); promuovere la partecipazione attiva degli studenti in attività di volontariato, tutela dell’ambiente, fair play sportivo, educazione stradale ed educazione alla legalità. Un programma molto vasto che – al di là della compresenza e della buona volontà degli insegnanti coinvolti, comunque necessarie – rischia di non essere svolto compiutamente in appena 33 ore annuali.
Ad ogni modo la portata innovativa del progetto è testimoniata anche dalla volontà di “aprire all’esterno” il mondo della scuola, per farlo interagire con le forze sane del Paese. Presenti in sala il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso (che – a proposito di cultura della legalità – ha sottolineato come i ragazzi “rispetto ai maestri che parlano in astratto preferiscano i testimoni, che hanno vissuto sulla loro pelle quello che raccontano”), il “padre” dell’associazione contro le mafie Libera don Luigi Ciotti (“il senso di responsabilità è essenziale per la cultura della legalità” e “il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi”).
Le Forze dell’Ordine parteciperanno attivamente – come confermato dai loro rappresentanti intervenuti alla presentazione – e il comandante generale della Guardia di Finanza Cosimo D’Arrigo ha voluto mettere in risalto come le Fiamme Gialle “investono moltissimo nella formazione che ormai è un must assoluto vista la complessità delle conoscenze da acquisire”.
Fulco Pratesi, presidente del WWF Italia, è intervenuto ricordando che – a proposito di educazione ambientale – “noi siamo da 40 anni in prima fila con i nostri club sul territorio per difendere la Natura e il Paesaggio, che vanno salvaguardate concretamente”. Probabilmente, un primo passo concreto in questa direzione potrebbe farlo – da subito – anche il governo, dando il buon esempio: realizzando le cartelle stampa su carta riciclata e non utilizzando fogli patinati dalla grammatura consistente, tutt’altro che “amici dell’ambiente”.

Manuel Massimo

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