Docenti vincitori di concorso in Atenei non virtuosi, si pronuncia la Corte Costituzionale

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La Corte costituzionale sara’ chiamata a pronunciarsi sulla sorte dell’idoneita’ dei docenti universitari, vincitori dei concorsi banditi nel 2008, che non hanno potuto prendere servizio perche’ chiamati da universita’ ”non virtuose”.

Lo ha deciso la VI sezione del Consiglio di Stato, sollecitata da un ricorso proposto, con l’avvocato Antonio Romano, da alcuni docenti dell’Universita’ Mediterranea di Reggio Calabria. Si tratta di docenti che, pur essendo stati chiamati dall’Ateneo reggino, non hanno potuto prendere servizio perche’ l’universita’ in questione non rispetta i parametri finanziari indicati dalla legge, e non puo’ quindi assumere personale.

Secondo il Consiglio di Stato, la legge ”si limita a porre un divieto di assunzione per le Universita’ non virtuose, senza considerare la possibile penalizzazione per i vincitori di procedure concorsuali, per i quali il rischio non e’ solo il differimento dell’assunzione, ma anche quello della perdita definitiva della chance di assunzione, tutte le volte in cui l’Universita’ non virtuosa non rientri nei parametri di legge durante l’arco temporale di durata dell’idoneita’ (pari a cinque anni)”.

Una penalizzazione che, secondo i Supremi giudici, ”puo’ ritenersi giustificata solo se sia un sacrificio temporalmente limitato e non anche se sia un sacrificio definitivo, che sarebbe manifestamente sproporzionato rispetto alle finalita’ perseguite”. Per l’avvocato Antonio Romano, legale dei ricorrenti ”si tratta di un passo importante per evitare almeno uno dei tanti effetti perversi della Legge, ispirata piu’ ad intenti punitivi nei confronti dei docenti universitari che al perseguimento del bene delle istituzioni accademiche. La Consulta dovra’ quindi dire una parola definitiva su questa vicenda”

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