Docenti precari chiedono l’accesso diretto al TFA

Voci di dissenso crescono in merito alla condizione dei docenti precari non abiitati in virtù della chiusura delle scuole delle SISS nel 2009, scuole per l’abilitazione all’insegnamento. La mancata abilitazione condiziona la carriera e la stabilità dei professori di I e II grado e che negli anni ha provocato fenomeni anomali, quali le abilitazioni all’estero, recentemente bloccate dal MIUR.

A fine gennaio è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il TFA, tirocinio formativo attivo, percorso conclusivo della nuova laurea per l’insegnamento. Si prevede una laurea magistrale quinquennale a ciclo unico al cui termine si consegue l’abilitazione per insegnamento scuola primaria e di infanzia e una laurea magistrale ad hoc per l’insegnamento alla scuola secondaria di I e II grado, con prova di accesso e numero programmato, completata dal TFA,  con esame finale per conseguire l’abilitazione.

Sono ammessi direttamente al TFA, senza sostenere la prova selettiva, coloro che avevano già ottenuto l’iscrizione alle SSIS, poco prima della chiusura delle strutture. E i docenti precari, senza abilitazione?

“Per i docenti precari non abilitati è previsto una prova di accesso al TFA che consiste di tre test di seleziona a prova unica, vale a dire se non si superano in quel giorno di prova, non si potrà accedere al TFA, a prescindere dagli anni di servizio nel campo dell’insegnamento”. Ci spiega Luca Bitonto, dell’associazione ADIDA ((Associazione Docenti invisibili da Abilitare). I membri dell’associazione (8.000) contestano la modalità di accesso al TFA che non prende in considerazione gli anni di servizio (leggi ordinarie dello stato che si sono succedute negli anni, considerano 360 giorni di docenza, la validazione del periodo che consente di ottenere l’abilitazione).

“ In questi anni (anche prima della chiusura delle SISS), continua Luca Bitonto, di “lotta” per l’abilitazione, molti di noi hanno optato per la via estera, ma noi abbiamo sempre sconsigliato questa procedura. C’è chi ha chiesto un finanziamento per affrontare le esose cifre che richiede la frequenza di un Master abilitante all’estero, in particolare, verso la Spagna. Più volte abbiamo segnalato il business formativo intorno all’abilitazione estera al MIUR, dunque non ci sorprende la nota ministeriale che sospende il riconoscimento dell’abilitazione ottenuta all’estero poiché non conforme alla direttiva comunitaria 2005/36″.

Si parla di “business formativo” poiché alla luce della direttiva europea, sono nate grappoli di agenzie di mediazione che facilitano il percorso abilitante estero.

Inoltre, l’ADIDA evidenzia come la prova preselettiva ti permetta di accedere  alla graduatoria per l’accesso al TFA, previo riconoscimento di un punteggio, valutando pubblicazioni, dottorati di ricerca e titoli accademici post laurea, che potrebbe penalizzare docenti con esperienza decennale di insegnamento, ma in possesso di meno titoli accademici e pubblicazioni.

Nel 2007 è stata chiusa la graduatoria ad esaurimento per i docenti di I e II fascia. Al momento, si calcolano 40.000 docenti precari in Italia sui tre diversi percorsi (infanzia/primaria, secondaria di I grado, secondaria di II grado).

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  1. In qualità di insegnante (di scuola superiore) precaria credo che sia giusto avere dei privilegi sull’accesso al TFA proprio in merito agli anni di esperienza nelle aule di scuola e a contatto di ragazzi più o meno difficili, esperienza questa che certamente giova all’istituzione scolastica ma non si può apprendere sui libri e testarla con esami come quelli che sono stati istituiti.
    Credo che i precari dovrebbero essere valutati soprattutto in base agli anni di servizio e a considerazioni dei dirigenti degli istituti dove il precario ha prestato il suo servizio, catturando informazioni sul comportamento e la correttezza del docente nei suoi anni di lavoro. Poi, sicuramente valutare le sue capacità di insegnare…ma credo che basterebbero un po’ di indagini tra studenti, colleghi e dirigenti a capire quanto una persona merita di essere insegnante….. dopo anni di precariato!

  2. concordo pienamente con te Jessica, che cosa meglio dell’esperienza pregressa può valutare le capacità didattiche di un docente?hanno eliminato le ssis ma ne stanno creando una copia ancora più assurda e assolutamente anticostituzionale visto che non dà la possibilità di poter accedere contemporaneamente a più classi di concorso e in più non attiva neppure tutte le classi di concorso esistenti. è solo un altro modo per spillare soldi ai poveri precari e per dare un’occupazione a docenti universitari non preparati per tali corsi.

  3. Domando!!!
    Cosa è stato previsto per gli insegnanti di ruolo, ad esempio nella scuola primaria, che non hanno, ma intendano conseguire l’abilitazione in una delle classi di concorso previste per la scuola secondaria di secondo grado?
    Avranno un accesso diretto? Oppure è stato previsto un percorso diverso?

  4. Lo stato ci chiama quando ha bisogno (parlo delle nomine dalla terza fascia) e poi ci scarica se non riusciamo a passare un test discutibile per le modalita’ con le quali viene svolto…a cosa e’ servito dunque l’impegno di anni di insegnamento..io amo questo lavoro e vorrei poterlo svolgere con piu’ tranquillita’ e meno precarieta’ anche perche’ questo va’ davvero a discapito degli alunni.

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