Disabilità: il sesso è anche un loro diritto

Anche i disabili hanno diritto ad una “vita sessuale”. E’ questo il pensiero delle 1500 persone che hanno firmato la petizione lanciata da Max Ulivieri, web designer, 39 anni, affetto da distrofia muscolare

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Anche i disabili hanno diritto ad una “vita sessuale“. E’ questo il pensiero delle 1500 persone che hanno firmato la petizione lanciata da Max Ulivieri, web designer, 39 anni, affetto da distrofia muscolare. In Italia, è la deputata Pd Maria Antonietta Farina Coscioni a sottolineare lì’esigenza: “Il problema dell’assistenza sessuale – dichiara Coscioni – per i disabili è una questione seria. Noi abbiamo allo studio una proposta di legge che affronta il tema e che prevede l’istituzione e la regolamentazione della figura dell’assistente sessuale per le disabilità di tipo fisico, psichico e intellettivo. Un servizio che ritengo vada inserito nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Non è giusto che su un disabile gravi pure il costo di un aspetto che è naturale per l’essere umano”.

Assolutamente vietato confondere la figura dell’assistente sessuale con una prostituta. Le persone che svolgeranno questa attività, infatti, vengono così descritte nella petizione di Ulivieri: “Si configura come una pratica soprattutto relazionale, empatica e comunicativa. Attraverso il periodo in cui si svolgerà la sessione d’incontro tra la persona che lo richiede e l’assistente, il fulcro dell’interesse sarà nello stabilire un rapporto empatico. Quello che l’assistente debitamente preparata deve riuscire a trasmettere all’altro è innanzitutto l’accettazione del suo corpo attraverso l’esplorazione manuale, l’accarezzamento, il massaggio. Concedere un momento di profondo benessere e attenzione all’altro inteso nella sua dimensione olistica, globale: l’uso delle mani sarà accompagnato dalla voce, da musica, dal racconto. L’assistenza viene non a caso definita sessuale. Il che significa che il corpo sarà preso in considerazione nella sua interezza“.

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