Depressi, ansiosi, demotivati: il lato oscuro della Dad è la dispersione scolastica

Secondo le stime sarebbero 200 mila i giovani che hanno abbandonato gli studi per le difficoltà legate alla pandemia e alla didattica a distanza
Empty classroom during lockdown

Secondo le stime sarebbero 200 mila i giovani che hanno abbandonato gli studi per le difficoltà legate alla pandemia e alla didattica a distanza

Problemi di connessione, mancanza di strumenti informatici. E la solitudine di sentirsi numeri primi da casa. Ma anche l’entrare e uscire da scuola a causa della pandemia, aver contratto il covid in alcun i casi, una sorta di depressione che ha colpito assieme alla didattica a distanza. E non ultima anche la promozione “facile” dell’anno scorso, che ha portato molti ragazzi a sentirsi in diritto di non studiare. Così l’effetto collaterale e indesiderato della didattica a distanza è stato portare all’abbandono della scuola da parte di tanti, troppi ragazzi.

I NUMERI

Giovani anche studiosi e meritevoli, entrati in un tunnel dove autostima, coinvolgimento e stimoli sono venuti a mancare. Duecentomila sarebbero secondo i numeri raccolti da Repubblica, che ha dedicato al tema un lungo servizio. Partendo dalle cifre raccolte dalla “Comunità di Sant’Egidio”, che sui 2.799 ragazzi delle sue scuole di pace, dove si trovano a recuperare studenti di elementari e medie in 23 città, ha stimato come dopo la prima ondata pandemica, a settembre 2020 il 4% dei giovani studenti non fosse più tornato in classe. Trasferendo il dato su 4 milioni, significa 160 mila alunni. A questi si aggiungerebbe un altro 20%, cioè 800 mila, con troppi giorni di assenza. Questi ultimi rappresenterebbero la platea a rischio abbandono.

IL TASSO DI DISPERSIONE

Secondo un’altra indagine citata dal quotidiano e condotta da Ipsos per Save The Children, da marzo 2020 a gennaio 2021 nel 28% delle classi i ragazzi avevano visto andar via dalla scuola un loro compagno. Per un totale di 34 mila. Dati che farebbero tornare al 27% il tasso di dispersione, dal 13,5% del 2019, che era un numero comunque già superiore alla media europea del 10%.

IL VIAGGIO IN ITALIA

Repubblica conduce il suo viaggio per l’Italia partendo dalle realtà più complesse. A Gela, in provincia di Caltanissetta, si arriva al 40% di dispersione, con tutti i rischi sociali del caso. Sempre in Sicilia, a Vittori in provincia di Ragusa, 146 genitori sonio stati denunciati dai carabinieri, ad aprile scorso, perché non mandavano i figli alle elementari. Ma la il problema riguarda anche le province più ricche. L’esempio è Parma, dove Guido Campanini, dirigente dell’istituto tecnico Bodoni parla di alunni che hanno “perso ogni stimolo” riferendosi ai 19 che hanno abbandonato la sua scuola.

LA MAPPA

Così nel secondo trimestre 2020 la percentuale di neet, i giovani dai 15 ai 29 anni che non studiano nè lavorano è schizzata al 23,9%, quasi 3 punti in più dell’anno precedente. Secondo i dati Uil per esempio, in Puglia undicimila hanno interrotto gli studi. Nel Lazio tra dicembre e gennaio si va oltre il 20% dal 13% dell’anno prima. In Lombardia sui raggiungono punte del 25% nella zona di Pavia, in veneto la maglia nera è Rovigo. Ma ci sono anche gli esempi delle grandi città, da Firenze a Napoli, passando dalla provincia di Bologna a Modena, arrivando a Roma fino a Bari. Stress, ansia, depressione, perfino disturbi alimentari e soprattutto difficoltà relazionali hanno spinto i ragazzi fuori dalla scuola. “Li abbiamo cercati anche via watshapp” ha raccontato Osvaldo Di Cuffa, preside dell’istituto Sassetti-Peruzzi di Firenze, che ha perso un centinaio di studenti dopo la prima ondata. Alla seconda poi la paura dei genitori di mandare i ragazzi tra i banchi, temendo potessero contrarre il virus.

IL DISAGIO

Problemi personali e psicologici quelli dei giovani, emersi anche nell’indagine Ipsos per Save the children. Un terzo degli studenti si dice meno preparato oggi rispetto agli anni pre pandemici, il 40% ammette difficoltà a studiare. Il 31% è stanco, il 15% ansioso. Dati che impongono una riflessione immediata sul futuro prossimo

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