Da Bergamo a Palermo cattedre deserte a causa di Omicron: “Un docente su tre oggi è assente”

Il sindacato degli insegnanti, Gilda, ha messo a punto un’indagine sulla prima settimana dopo la riapertura delle scuole scoprendo che oltre il 30% dei docenti è contagiato o in quarantena. “Presidi ormai costretti a lavorare come i dipendenti delle Asl”.

Un insegnante su tre ad oggi è a casa in malattia o in quarantena e quindi assente da scuola: è il dato diffuso oggi da un’indagine interna del sindacato Gilda attraverso le proprie sedi provinciali e che fotografa, con la percentuale di assenti attorno al 30%, lo stato di salute del corpo docente italiano nella prima settimana di riapertura delle scuole.

D’altronde i numeri diffusi dal sindacato degli insegnanti parlano chiaro: a Palermo da oggi si ritorna in classe nonostante nella maggior parte delle scuole si registri almeno un paio di casi di positività per almeno i tre quarti delle classi. Al nord, invece, tra Bergamo e Brescia, si assiste a un crescendo di assenze tra il personale scolastico e gli studenti, che oscillano in media tra il 10 e il 15%, con punte del 30% in poche scuole. Aumentano dal 5 al 15% anche le classi in Dad.

A Mantova le lezioni sono riprese regolarmente il 7 gennaio, ma sono in aumento i casi in città e in provincia. Frequente il ricorso alla didattica digitale integrata con circa 7-10 ragazzi in ogni classe assenti per quarantene o contagi- segnala ancora la Gilda- Molti gli studenti in quarantena fiduciaria a Venezia, dove il trend dei contagi è in crescita.

Anche a Torino in media si contano per ogni classe 3 studenti in Ddi, 6 assenti, 4-5 in Dad. “Molti anche i docenti assenti, il che richiede il ricorso a continue supplenze. Nota dolente anche le connessioni internet, come segnalano gli insegnanti di un liceo della provincia di Ivrea che lamentano di lavorare con classi dimezzate e di disporre di una rete internet insufficiente a reggere la didattica mista”, scrive la Gilda nella nota inviata alla stampa.

A Frosinone, e in circa 20 comuni della provincia, la ripresa delle attività didattiche è stata posticipata alla prossima settimana dopo un vertice tra i primi cittadini e i dirigenti scolastici. La decisione ha interessato una gran parte delle circa 80 scuole della provincia. Nella provincia di Cagliari le lezioni sono iniziate in presenza il 10, anche se in molte scuole gli studenti non sono entrati e sono stati rilevati casi di docenti in malattia in misura superiore allo standard. In provincia di Nuoro e di Oristano molti sindaci hanno emanato ordinanze di chiusura delle scuole per qualche giorno, come a Macomer, Ghilarza, Oristano, Bosa, Tresnuraghes. In quasi tutti gli istituti ci sono da 5 positivi in su e si applica la Dad o la Ddi.

A Roma la situazione nelle scuole superiori e medie è di 4-5 alunni per classe positivi o in quarantena, quindi in Dad e Ddi. Il 10- 15% dei docenti in alcuni istituti sono positivi o in isolamento. “Molti docenti non sono tornati in classe dopo le vacanze natalizie perché positivi e, in alcuni casi, ci sono volute fino a due settimane per la guarigione- aggiungono- Da Ferrara si fa notare che i referenti Covid e i dirigenti scolastici sono ormai come i dipendenti delle Asl, impiegati a tracciare e, a causa della mole di lavoro, non riescono a stare al passo e a predisporre in tempi brevi la Dad per chi ne ha diritto”.

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