Crui, Decleva boccia Tremonti

enricodecleva.jpgConfermati i pronostici della vigilia: l’assemblea generale della Crui (Conferenza dei rettori) ha eletto come nuovo presidente Enrico Decleva, numero uno della “Statale” di Milano. Il neoeletto ha esordito rivolgendosi al governo, bocciando senza appello i tagli previsti dal ministro Tremonti: “Il mio mandato inizia in salita. La manovra triennale predisposta dal ministro Tremonti, infatti, prevederebbe non solo un blocco della spesa per il personale universitario pari all’80% del turnover ma anche un parallelo taglio di analoga entità a carico del Fondo di finanziamento ordinario”.
Ai tagli pesanti già subiti in passato, dunque, si aggiungerebbero ulteriori tagli. “Se ciò fosse confermato – osserva ancora Decleva – le conseguenze per la situazione finanziaria e per la funzionalità stessa degli atenei sarebbero devastanti. Verrebbe vanificata ogni possibilità programmatoria e si minerebbe in maniera irreparabile l’autonomia delle università”. La Conferenza dei rettori, che sulla questione ha approvato all’unanimità un documento, ritiene “impossibile proseguire in questa situazione”.
“È indispensabile – suggerisce Decleva – ripartire dal documento della Commissione tecnica per la finanza pubblica del ministero dell’Economia dello scorso luglio. E passare dal ‘Patto’, di fatto contraddetto dagli stanziamenti in Finanziaria, a un vero ‘Progetto per l’Università e la Ricerca’”.
I rettori, tuttavia, non intendono arroccarsi e, anzi, “aprono” alle novità prospettate dal ministro. Ben venga la valutazione degli atenei, dicono ma, nel contempo – aggiungono – servono anche investimenti per rilanciare il settore. “Un’intera legislatura per innescare il circolo virtuoso che a fronte di maggiori investimenti preveda le necessarie revisioni normative e la valutazione puntuale dei risultati. Bisogna investire – afferma Decleva – nella conoscenza. Lo devono fare gli enti pubblici e i privati. Il bilancio dello Stato deve assai più aprirsi a queste esigenze. È necessario comprendere che ci si gioca il futuro del Paese. Non sono parole mie, ma del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con il quale non si può non essere d’accordo”.
“Siamo pronti – assicura il neopresidente della Crui – a rivedere l’impalcatura complessiva della governance degli atenei. Siamo pronti a sottoporci alle procedure di valutazione e dare valore alla meritocrazia: ma non è un cammino – conclude – che possiamo affrontare da soli. Nell’indifferenza o nell’ostilità“.

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