Covid, Vaia: “Si a ventilazione meccanica”. E intanto le Regioni bocciano le direttive ministeriali

In un sondaggio il 65% dei partecipanti non vuole la reintroduzione delle mascherine in classe ma la ventilazione meccanica in Italia non è mai partita.

“Evidente che con l’arrivo dell’autunno è dell’inverno aumenteranno le malattie respiratorie e dovremmo aspettarci un aumento del fenomeno Covid, ma attenzione, assolutamente non c’è nessun allarme – lo afferma il direttore dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, intervistato da Sky tg24 -. Il tema non è fare una quarta dose ma un richiamo annuale con una vaccinazione non obbligatoria ma fortemente raccomandata. I dati dicono che mentre cresce la curva dei vaccinati, decresce quella dei ricoverati e un’aumento dell’ospedalizzazione. Nei mesi più a rischio bisogna intervenire nei luoghi della socialità e sopratuttto nelle scuole: elemento critico di questo sistema”. Ma in che modo? Vaia lo indica in parte nel suo account facebook dove spinge per un metodo che alcuni governi regionali targati Fratelli d’Italia, come le Marche, hanno assunto: la ventilazione meccanica nelle scuole.

Nessuno vuole la mascherina

Dal 1° settembre a scuola non è più obbligatorio l’utilizzo della mascherina: chi vuole può comunque indossarla. Diverso il caso di bambini e studenti con sintomi respiratori di lieve entità ed in buone condizioni generali che non presentano febbre: in queste circostanze il vademecum inviato alle scuole indica la necessità di indossare mascherina chirurgica o FFP2 fino a risoluzione dei sintomi ed avendo cura dell’igiene delle mani e dell’osservanza dell’etichetta respiratoria.

Devono altresì indossare la FFP2 il personale scolastico a rischio e alunni a rischio (I e II ciclo).
C’è poi il caso dei contatti stretti e l’autosorveglianza. Nel vademecum il MI ricorda che si applicano le regole della circolare del ministero della Salute del 30 marzo 2022. Il quadro delle disposizioni potrebbe cambiare in caso di nuova ondata Covid. Così ha precisato il Ministero: “nell’eventualità di specifiche esigenze di sanità pubblica sono previste le ulteriori misure, che potrebbero essere implementate, singole o associate, su disposizione delle autorità sanitarie per il contenimento della circolazione virale e la protezione dei lavoratori, della popolazione scolastica e delle relative famiglie qualora le condizioni epidemiologiche peggiorino”. Secondo un sondaggio pubblicato da Orizzonte Scuola oltre il 65% di chi vive ogni giorno il mondo scolastico è contro la reintroduzione delle mascherine in classe. Misura auspicata dall’ordine dei pediatri nelle scorse settimane.

Ventilazione meccanica

Ancora dibattuto e non risolto il punto sulla ventilazione meccanica nelle scuole, auspicata da Vaia.

Con DPCM del 26 luglio sono state diffuse le linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e agli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici.

Le linee guida prevedono che il dirigente scolastico richiede alle Autorità competenti (Dipartimenti di prevenzione delle ASL e ARPA) di effettuare le attività preliminari di monitoraggio della qualità dell’aria e di individuazione delle soluzioni più efficaci da adottare in conformità alle presenti linee guida.
Sulla base degli esiti dell’attività il ds richiede all’ente proprietario dell’edificio di attivarsi per porre in essere gli interventi necessari.

Sulle linee guida è arrivata la bocciatura delle Regioni, che hanno definito il provvedimento inapplicabile e insostenibile. Le Regioni “hanno valutato impraticabile l’effettiva applicazione concreta delle Linee guida, con riguardo agli aspetti organizzativi che a quelli economici, oltre che ad una ravvisata illegittimità giuridica del provvedimento. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, ritengono che allo stato attuale non vi siano le condizioni per assicurare il rispetto di quanto previsto dal DPCM”.

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