Corsi, esami, lauree: l'università prova a ripartire ma gli studenti frenano

Corsi, esami, lauree: l’università prova a ripartire ma gli studenti frenano

Mentre dal 7 gennaio è previsto il rientro gli studenti nelle classi delle superiori fino al 75%, quelli delle università potrebbero già rientrare nei prossimi giorni. Ma il condizionale è d’obbligo perché di fatto difficilmente sarà così. Il Dpcm del 4 dicembre allarga da subito le maglie per gli atenei, consentendo il rientro in presenza non solo alle matricole (che nelle zone gialle e arancioni già potevano seguire i corsi in aula) ma anche agli studenti degli anni successivi, seppure a piccoli gruppi. Anche lauree ed esami potranno svolgersi di nuovo in sede.

La maggior parte degli Atenei italiani quasi sicuramente, però, aspetterà almeno fino a febbraio per aprire ancora di più. Il perché lo ha spiegato in un’intervista al Sole24Ore il ministro Manfredi: “Abbiamo voluto questo cambiamento per consentire agli atenei di organizzarsi per tempo in vista di fine dicembre, gennaio e febbraio che tradizionalmente sono i mesi degli esami”. Molte università hanno esteso fino a tutto il secondo semestre la possibilità di seguire le lezioni da remoto, bloccando non poco il forte afflusso di studenti iscritti agli anni successivi al primo nel prendere una stanza in affitto vicino al proprio ateneo. Lo svuotamento delle aule universitarie era stato notato anche per le matricole: le prenotazioni alle lezioni in molti atenei, anche con la problematica del contingentamento, non raggiungevano mai la soglia di capienza, indice del fatto che molti studenti preferiscono non rischiare il contagio.

Da Milano a Napoli i rettori degli atenei certificano la poca frequenza in classe. “Valuteremo il da farsi nelle prossime settimane. Eravamo tornati all’applicazione della didattica mista ma l’afflusso di studenti è ancora esiguo e le vacanze natalizie sono alle porte”, affermano dall’Università Sapienza. E lo stesso vale per gli altri atenei capitolini, come Tor Vergata o Roma tre. Un atteggiamento prudente si registra anche, passando al Centro, a Pisa che è appena tornata, come l’intera Toscana, arancione. Il prorettore alla didattica, Marco Abate, individua nell’estensione del ritorno in presenza a tutti i corsi con numeri ridotti la vera novità del Dpcm. Senza vederci però “una grande ricaduta reale visto che molti studenti fuori sede avevano smesso di seguire in presenza“. In Lombardia l’Università di Bergamo, Bicocca e Bocconi, preferiscono andare avanti a distanza e rimandare scelte diverse al prossimo semestre. “Ci prepareremo in queste settimane e vedremo se la curva continuerà a scendere anche dopo le vacanze”, afferma il rettore Pellegrini.

Alla Federico II di Napoli, con la Campania di nuovo arancione, si sta ragionando se limitarsi a una riapertura per le matricole o allargarsi anche a esami e altri corsi visto che restano ancora due settimane di attività prima delle vacanze di Natale. Allargamento delle maglie in programma anche al Politecnico di Torino, come conferma il vice rettore per la Didattica, Sebastiano Foti: “Stiamo facendo il possibile per riportare in aula ove possibile piccoli gruppi di studenti, riprendiamo i corsi il 9 dicembre e abbiamo ancora due settimane di lezioni”.

Marco Vesperini

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