Coronavirus, l'edilizia scolastica a due corsie e i banchi mancanti

Il problema dei banchi in ritardo non è il solo punto che potrebbe minare una reale ripartenza della scuola, anche la manutenzione edilizia sta giocando un fattore importante. E se il commissario Domenico Arcuri ha chiarito che il calendario della distribuzione dei banchi dipende anche dalle domande presentate dalle Regioni: “Si è preso atto – ha scritto – delle varianze rispetto alla media, ponderata sul numero di studenti, delle richieste ricevute: in alcuni territori come Lazio, Campania e Sicilia sono state molto superiori, fino a otto volte, rispetto ad altre e pertanto si è dovuto procedere a un bilanciamento nell’arco temporale di distribuzione”. Molte scuole hanno dovuto fare da se per non rischiare di danneggiare gli studenti.

A Roma, il liceo scientifico Newton di viale Manzoni, i contati li aveva già fatti a luglio: “Abbiamo ordinato 530 banchi arrivati il 24 agosto, acquistati con i fondi del decreto Rilancio”, spega a Corriereuniv.it la preside Cristina Costarelli. Mentre sull’edilizia scolastica per mettere in sicurezza gli studenti vi è stata un “silenzio assordante” degli enti locali preposti, in questo caso la Città metropolitana di Roma (ex Provincia). “In molte scuole interventi di manutenzione quasi inesistenti, la maggior parte dei fondi usati per alcuni interventi mirati di edilizia non leggera”.

“Il rischio zero non esiste, rispettare le linee guida” è il monito della ministra Lucia Azzolina nel corso dell’udienza in Senato sulla riapertura delle scuole. “In queste settimane – ha detto – tutto il mondo della scuola e delle Istituzioni coinvolte si è mobilitato per raggiungere l‘obiettivo della riapertura, attraverso le sue diverse diramazioni: Il Ministero dell’Istruzione, l’Amministrazione ministeriale, centrale e periferica, i dirigenti delle nostre scuole, gli Enti locali, le organizzazioni sindacali, le Associazioni di studentesse e studenti e genitori. C’è stato il massimo sforzo da parte di tutti per il conseguimento di un risultato che riguarda il Paese intero. Il confronto è stato sempre serio, franco. Le opinioni sono state anche divergenti. Ma questo è il sale della democrazia”. 

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