Faraone: "A breve l'anagrafe dei disabili"

“È incredibile che nel nostro paese non esista l’anagrafe dei disabili. Lo faremo in tempi strettissimi”: è questo il succo della conferenza stampa del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, tenuta al MIUR stamattina in sala della comunicazione. Faraone ha illustrato le attività e le iniziative in vista della giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo, domani 2 aprile.
Dal Quirinale al Miur, da Montecitorio al Senato: i principali monumenti della Capitale saranno colorati di blu.”Bisogna dare continuità alle attività nel territorio con sensibilità istituzionale appropriata” – ha spiegato Faraone. “Stiamo costruendo una Fondazione in collaborazione col Miur per dare continuità alle iniziative. Il MIUR, insomma, ha deciso di metterci la faccia”
La questione si è spostata anche sui numeri: “Abbiamo il dovere di sviluppare politiche che possano alleviare il tema della disabilità” – ha detto Faraone. Con  ci saranno15mila docenti di sostegno in più, proprio per dare maggiore continuità alla didattica ed una migliore assistenza ai ragazzi”.
“È intollerabile che non ci siano insegnanti di sostegno specializzati in alcune disabilità, così come è incredibile che nel nostro paese non esista l’anagrafe dei disabili. Lo faremo in tempi strettissimi” ha concluso il sottosegretario.
L’Italia, comunque, continua a rimanere punto di riferimento nel mondo sul tema della disabilità.
800 03 18 19: ecco il numero verde Fondazione Italiana Autismo cui chiedere assistenza agli esperti e ai docenti specializzati in materia.
“Pensare che ci sarà una Fondazione Italiana Autismo mi rallegra. Finalmente si affronta il problema in modo serio” – ha commentato, commossa, Eleonora Daniele, che ha raccontato ai presenti la storia del fratello autistico Luigi, scomparso poco più di un mese fa. “I ragazzi autistici non possono rimanere succubi della società: bisogna intervenire fin da subito – ha proseguito Daniele. Continuerò a lottare al fianco delle persone autistiche, così come ho fatto per mio fratello”.
Raffaele Nappi
 

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