Concorsopoli, 11 indagati a Bari

bandiconcorsi.jpgI concorsi – che vengono chiamati “valutazioni comparative” anche quando si presenta un solo candidato a sostenere le prove, vincendo per assenza di concorrenza – rappresentano la punta dell’iceberg di un sistema che sta dimostrando, inchiesta dopo inchiesta, tutta la propria inadeguatezza: il merito non viene premiato, l’appartenenza sì. Questo succede a tutti i livelli del mondo accademico: anche per accedere a un dottorato di ricerca.
Corruzione o, in alternativa, truffa: sono i reati che la procura di Bari ipotizza nei confronti di undici persone tra docenti e candidati al concorso per dottorato di ricerca della facoltà di Odontoiatria dell’Università di Bari.
Nei confronti degli indagati si sono concluse ieri in serata le perquisizioni eseguite da militari della guardia di finanza in studi, abitazioni e nella stessa facoltà di Odontoiatria. Sono stati prelevati computer, documenti e atti della commissione esaminatrice del concorso, svoltosi prima di Natale scorso.
Le indagini, coordinate dal pm inquirente Francesca Pirrelli, sono state avviate dopo l’inoltro in procura di un esposto firmato ritenuto estremamente dettagliato nel quale, già prima delle prove del concorso, venivano indicati i nomi dei quattro vincitori.
Proprio per verificare il contenuto dell’esposto, il pm, a concorso già compiuto, ha ordinato il sequestro di tutti gli atti utili alle indagini. Nel registro degli indagati sono finiti i nomi di sette docenti, tra cui alcuni componenti della commissione esaminatrice presieduta dal prof. Gianfranco Favia (che è indagato) e di quattro candidati.

Manuel Massimo 

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