Cogli il treno con… L’Espresso!

Schermata 2013-02-08 a 11.17.26 

Il rinomato gruppo editoriale cerca uno stagista a Roma, all’interno della propria Divisione Digitale

Editoria cartacea in crisi e  calo costante delle vendite dei giornali. Come entrare a far parte, allora, di uno dei principali gruppi italiani del settore? Innanzitutto attraverso un tirocinio e poi all’interno della Divisione Digitale dell’azienda.

Ecco infatti che il Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A. (avete presente La Repubblica?) ha pubblicato un annuncio per uno Stage Software Tester presso la sede di Roma. Il/la candidato/a verrà inserito/a all’interno di un team dedicato alla progettazione, implementazione ed esecuzione di Test Cases e dei relativi Test Scenarios di applicazioni e servizi per device mobili e tablet.

È richiesta una laurea (triennale o specialistica) in informatica, ingegneria informatica o discipline scientifiche/tecniche. Altri requisiti sono: l’ottima conoscenza dei principi dell’ingegneria del software e dei principali modelli di processo di sviluppo; la buona conoscenza di linguaggi di programmazione (C, C++, C#, Java, Javascript e VB Script);  la conoscenza delle principali piattaforme mobile/tablet, Apple, Android, Windows 8; la onoscenza di strumenti di test automatici.

È previsto un rimborso spese. Candidature da qui:

 

https://gruppoespresso.sites.altamiraweb.com/

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Usa, la pornostar diventa docente universitaria

Next Article

Arriva il gelo, ma la settimana di eventi previsti invitano ad affrontarlo

Related Posts
Leggi di più

Facebook, in Europa 10mila posti lavoro in 5 anni

. "La regione sarà messa al centro dei nostri piani per aiutare a costruire il metaverso che ha il potenziale di aiutare a sbloccare l'accesso a nuove opportunità creative, sociali ed economiche", spiegano Nick Clegg, Vice Presidente Global Affairs del colosso di Menlo Park
Leggi di più

Salario minimo, cos’è e perché ce lo chiede l’UE

A riporta in auge il tema è una proposta rilanciata da Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Tranne timide eccezioni, l'idea non sembra però raccogliere l'entusiasmo né delle parti sociali, né degli altri partiti di maggioranza. Eppure allargando lo sguardo, solo sei Paesi europei, Italia compresa, non possiedono una normativa del genere.