Campania, i sindaci pronti a rinviare la scuola a fine settembre

Allo studio dell’Anci un documento: troppe difficoltà per la riapertura. E incertezza sui test ai docenti

La corsa a ostacoli verso la riapertura della scuola spinge l’Anci della Campania a ipotizzare una richiesta che spariglia i giochi: rinviare la data della prima campanella. La grande maggioranza dei sindaci della Regione fa voti perché la riapertura slitti a dopo l’appuntamento elettorale, al 24 settembre, come inizialmente proposto anche dal governatore De Luca, o al 28, se non ai primi giorni di ottobre. Le aule che ancora non si trovano, i banchetti monoposto che secondo il commissario Arcuri cominceranno ad arrivare in Campania intorno al 28 settembre, le igienizzazioni delle scuole obbligatorie una volta smontati i seggi elettorali ( duplicando le operazioni già previste per l’avvio della scuola il 14 settembre e dunque moltiplicando i costi) spingono non solo i presidi a dirsi assai preoccupati, ma anche i sindaci a preparare un documento, ieri all’attenzione del presidente dell’Anci Campania Carlo Marino, indirizzato al governatore De Luca e alla ministra Azzolina: “Spostiamo in avanti questa scadenza, troppo importante perché la si affronti senza certezze” dicono informalmente i sindaci, in attesa che la loro posizione sia nero su bianco. Basta improvvisazioni, insomma.

Anche la questione dei test sierologici per il personale della scuola non è estranea al caos. Test non obbligatori, intorno ai quali c’è maretta. « Dal 24 agosto attendo che mi facciano il test, ma pare che non siano organizzati » afferma la prof Anna Riccardi, una delle colonne della onlus Figli in famiglia. Che mette il dito su una nuova ferita: il tentativo di criminalizzare i docenti che, a detta dei medici di famiglia, si sottrarrebbero al test. «Oggi è il nostro turno essere accusati di… Qualche mese fa, insieme agli operatori sanitari, tutti ci ringraziavano. Non si può cercare un colpevole giornaliero. Forse era necessario organizzare, pianificare, predisporre » . Perché anche chi vuole fare il test non sia costretto all’ennesima odissea: «Il mio medico si è rifiutato, quindi mi sono rivolta alla Asl e mi hanno mandata al Frullone racconta Maria Caratunti – dove potevo andare dalle 12 alle 18. Sono arrivata alle 12,30 e avevano già finito i moduli. Mi hanno detto di ritornare » . Un’altra insegnante, Francesca Verdelli, si è sentita dire dal medico di base che è ancora in attesa del kit per il test, mentre Valeria Improta ha cercato di informarsi « facendo 20 telefonate, a vuoto » . I medici di base, a seconda del sindacato cui aderiscono, hanno accettato o meno l’ennesima incombenza. « Non sono garantite le condizioni di sicurezza – hanno spiegato – talvolta non siamo affatto in possesso del kit » , « e comunque – aggiunge P. I., medico di famiglia in un quartiere con molti insegnanti e molti anziani – non è opportuno svolgere l’esame nello studio in cui ricevo tutti gli altri pazienti, esponendoli ad un rischio terribile». «Tutti i nostri studi sono pronti ad accogliere i docenti e il personale scolastico annuncia la Federazione italiana medici di medicina generale ( Fimmg) di Napoli – siamo pronti a dare risposte concrete e rapide».

Si procede dunque a macchia di leopardo. «Bisogna essere fortunati e avere il medico giusto » afferma Lucio Di Battista, docente. « I nostri studi sono attrezzati e pronti a garantire l’esecuzione dei test » affermano Luigi Sparano e Corrado Calamaro a nome della Fimmg. Consapevole delle obiezioni che molti medici di base avrebbero avanzato, la Regione ha predisposto che ogni Asl avesse un indirizzo mail dedicato al quale il personale della scuola potesse rivolgersi inviando la richiesta e attendendo poi l’appuntamento. Carla Cipolla, applicata di segreteria, ci è riuscita, ma si è trovata a fare il test nella stessa stanza con persone che facevano il tampone, col rischio di contagio proprio in quella circostanza. « Certo la situazione dei test è delicata e ancora complessa – afferma l’assessora regionale all’Istruzione Lucia Fortini dopo aver partecipato, ieri mattina, al confronto tra Regioni e Governo -Arcuri ci ha detto che solo lo 0,7 per cento dei docenti ha finora fatto il test. Arcuri ci ha anche detto che oggi cominceranno a essere inviati alle scuole gel e mascherine, mentre domani comincerà la consegna dei primi banchi monoposto » . Intanto il sindaco de Magistris, alle prese con il problema del trasporto pubblico per gli studenti, chiede al governo di «aumentare il limite del 30 per cento di utenza sui mezzi pubblici» e preannuncia: «Mezzi di trasposto pubblico dedicati».

larepubblica

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