Brevetto europeo per ricercatori italiani

Concesso un brevetto europeo a ricercatori del Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff” e dell’Istituto Superiore di Sanità per lo sviluppo di nuovi farmaci per il trattamento delle infezioni dovute al fungo Candida albicans…

Concesso un brevetto europeo a ricercatori del Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff” e dell’Istituto Superiore di Sanità per lo sviluppo di nuovi farmaci per il trattamento delle infezioni dovute al fungo Candida albicans, che si mostrano resistenti ai farmaci antifungini.

La ricerca – condotta da tre gruppi di ricercatori coordinati dal prof. Antonio Guarna e dr. Andrea Trabocchi presso l’Università di Firenze, dal prof. Roberto Cauda e prof. Pierluigi Navarra presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e dal prof. Antonio Cassone e dr.ssa Flavia De Bernardis dell’Istituto Superiore di Sanità – riguarda lo sviluppo di un farmaco contro le infezioni fungine da ceppi di Candida albicans implicati in patologie infettive gravi fra cui candidosi farmacoresistente e AIDS.

Il farmaco risulta estremamente innovativo rispetto a quelli in commercio perché basato sulla sintesi di composti capaci di inibire l’enzima chiave che il fungo utilizza per sviluppare l’infezione nelle cellule umane. Poiché il meccanismo di inibizione è specifico e nuovo, questo farmaco riesce a ridurre l’infezione anche di quei ceppi di Candida che risultano ormai resistenti a tutti i trattamenti con i farmaci attualmente in commercio.

I risultati ottenuti sono estremamente promettenti e hanno mostrato regressione della infezione vaginale su modelli animali dimostrando l’attività spiccata di questi prodotti verso infezioni da Candida anche nel caso di ceppi fungini resistenti al trattamento con farmaci attualmente in uso. Inoltre, gli studi hanno dimostrato l’assenza di tossicità nell’animale dei composti selezionati.

E’ anche in corso di valutazione la possibile estensione dell’uso di tali molecole per il trattamento delle infezioni causate da HIV. I ricercatori si preparano ora al completamento della sperimentazione preclinica per poter iniziare quella sull’uomo.

L’importanza del brevetto ottenuto è dovuto al fatto che l’infezione di Candida albicans, in grado di invadere vari organi o la circolazione sanguigna, è al quarto posto nella classifica fra le cause più diffuse di infezioni ospedaliere in Italia, ed è la prima fra le cause fungine.

Le forme invasive delle infezioni da Candida colpiscono in particolare i pazienti immunocompromessi, come quelli affetti da cancro, da immunodeficienze, quelli che hanno subito trapianti o gli ustionati. Tali infezioni possono contribuire significativamente e pesantemente nell’aggravare il quadro clinico di questi pazienti, ad esempio, nel caso in cui l’infezione si estenda dalla bocca all’esofago (esofagite da Candida).

Nei casi più gravi, le complicazioni possono riguardare ascessi polmonari, endocarditi, meningiti, endoftalmiti, ascessi cerebrali, artriti e, non ultimo, la candidosi disseminata, con un tasso di mortalità che può raggiungere il 50% anche con terapia antibiotica efficace.

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