Per la prima volta un congresso mondiale sulla memoria prospettica a Napoli. L’intervista di CorriereUniv

ricercatori Suor Orsola test della memoria ok

Da Vancouver a Napoli. Dalla University of British Columbia of Vancouver all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Dopo la terza edizione ospitata in Canada nel 2010 stavolta la Conferenza Internazionale sulla Memoria Prospettica (ICPM – International Conference on Prospective Memory) si è svolta per la prima volta in Italia e precisamente all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, da sempre caratterizzata da una grande tradizione di eccellenza negli studi umanistici ed in particolare nel settore della pedagogia e negli ultimi anni divenuta un polo di eccellenza nel settore della psicologia, grazie al lavoro del Laboratorio di Psicologia Sperimentale diretto da Maria Antonella Brandimonte, presidente dei due corsi di laurea in Psicologia del Suor Orsola e artefice nel 1991 dell’introduzione del concetto di memoria prospettica in Italia.

“Sono molto soddisfatta” – ha commentato al Corriere dell’Università la professoressa Maria Antonella Bradimonte, specialmente per com’è andata la manifestazione. La partecipazione è stata al di là delle più rosee aspettative e il livello dei lavori scientifici era altissimo. Sono venuti studiosi da tutto il mondo, anche da Università che nelle scorse edizioni non erano presenti (Cina ad es.). Che questo sia avvenuto nel Sud Italia, sotto il Patronato della Presidenza della Repubblica e con una tale risonanza mediatica a livello anche nazionale non può che rendermi pienamente soddisfatta.

“Io sono stata la prima ad introdurre il concetto in Italia – continua Bradimonte – , nel 1991, ma di memoria prospettica si è cominciato a parlare alla fine degli anni ’80. Io, Einstein e McDaniel abbiamo pubblicato il primo libro completamente dedicato alla memoria prospettica nel 1996, aprendo formalmente la strada ad un’area di ricerca con una sua propria autonomia”.

La memoria prospettica è fondamentale per orientare e dirigere le nostre risorse cognitive in modo da portare a termine i piani che formiamo giorno per giorno. Possiamo rintracciare molti esempi di questi piani nella nostra quotidianità, come ricordarsi di togliere una torta dal forno, prendere medicine, fare gli auguri a un amico per il compleanno. Quello che accomuna tutti gli esempi precedenti è che è necessario che noi codifichiamo l’azione che intendiamo svolgere, la manteniamo in memoria fino a che non dobbiamo compierla, identifichiamo il momento appropriato per eseguirla e portiamo a termine il nostro piano.

I meccanismi che sottostanno ad un’azione anche apparentemente semplice come ricordarsi di prendere un farmaco o di comprare il pane tornando a casa sono numerosi e complessi e fanno della memoria prospettica una funzione multicomponenziale, legata non solo alla memoria, ma anche e talvolta soprattutto a meccanismi di attenzione, alla motivazione e alle caratteristiche personali di ciascun individuo. La psicologia e le neuroscienze cognitive oggi annoverano tra i loro campi di interesse la memoria prospettica come una delle funzioni fondamentali per il benessere degli individui.

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