Borse di studio: diamo i numeri

I numeri dicono di averli tutti e sono pronti a dimostrarli. Non c’è dubbio secondo gli studenti che durante il suo mandato il ministro Gelmini abbia sensibilmente tagliato le borse di studio.

I numeri dicono di averli tutti e sono pronti a dimostrarli. Non c’è dubbio secondo gli studenti che durante il suo mandato il ministro Gelmini abbia sensibilmente tagliato le borse di studio. La riduzione secondo il sindacato studentesco (Udu) e Link Coordinamento Universitario sarebbe di circa l’89,54% rispetto al 2009. In realtà dai recenti dati e considerando anche l’ultimo emendamento della legge di stabilità 2011 sui prestiti d’onore e l’erogazione delle borse di studio (articolo 1, comma 26) il taglio andrebbe ad assestarsi intorno al 50%. Ma cosa è cambiato rispetto al 2009? Con calcolatrice alla mano cercheremo di fare un po’ di chiarezza.  
Andando a spulciare il riparto finale del Fondo integrativo per l’anno 2009 si evince che l’importo totale per le 21 regioni italiane ammontava a 246.459.482,00. Nel 2010 invece si registrava già una notevole diminuzione del Fondo (99 milioni) di quasi il 60% rispetto all’anno precedente. Ma il vero taglio riguarda l’anno 2011.
La legge di stabilità (n.3778) presentato alla camera dei deputati il 15 Ottobre 2010 prevedeva uno stanziamento per il 2011 di circa 25.731.000, per il 2012 di 25.773.00 e per il 2013 di 12.939.000 euro. Attraverso una semplice formula per il calcolo della variazione in percentuale tra il 2009 e il 2011  ritorna il famoso taglio dell’89,54%. Taglio che secondo gli studenti il ministro Gelmini si è sempre rifiutato di confessare.
Quello che allo stato dell’arte cambia e che non tutti gli studenti hanno ancora considerato è il contenuto del maxiemendamento alla legge di stabilità, (già passato alla Camera ed ora in esame al Senato) che prevede altri 100 milioni di euro da destinare alla concessione dei prestiti d’onore e all’erogazione di borse di studio. In virtù di questo nuovo finanziamento il fondo salirebbe a 125,7 milioni di euro per il 2011. E riprendendo la calcolatrice avremmo che rispetto al 2009 il taglio diventerebbe del 50% (e non più dell’89%), mentre rispetto al 2010 avremmo addirittura un “+26,0 milioni”.
a.d.r.

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