Borse di lavoro, aumentano le ore ma non il compenso

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Aumentano le ore previste per le cosiddette borse di lavoro offerte dalle università italiane ma il compenso è rimasto invariato. A denunciarlo è Federica Laudisa dell’Osservatorio regionale per l’università e per il diritto allo studio universitario della regione Piemonte.

Il numero di collaborazioni è passato da 31mila a 25mila in dieci anni, i ricavi sono davvero esigui ma nonostante ciò sono ancora moltissimi gli studenti che accettano questa opportunità pur di potersi pagare gli studi.

L’articolo 11 del decreto legislativo 68/2012 ha aumentato a 200 le ore previste per il part time ma non ha specificato che dovesse essere corrisposto agli studenti un compenso più elevato.

Alcune università hanno già approfittato della possibilità. A denunciarlo è la Repubblica degli Stagisti, che ha citato l’Università per stranieri di Siena.

Nel nuovo bando per il part time studentesco, sono aumentate a duecento le ore previste. Il compenso, però, è rimasto lo stesso di sempre. Si tratta di sole 753,2 euro a collaborazione. Ovvero 3,76 euro l’ora. In tutti gli altri istituti universitari, la situazione non migliora molto.

Al Politecnico di Torino, si offrono 11,40 euro l’ora per le collaborazioni per la didattica e 9,30 per i servizi. All’Università di Milano, si offrono solo 8 euro.

All’Università di Bologna, 7,50 euro all’ora per 150 ore. All’Università di Camerino, 7,20. A Roma, la Lumsa ha aumentato il totale delle ore a 200 e ha stabilito che debba essere offerto un corrispettivo di 6,74 euro per l’aiuto ai diversamente abili. Si tratta di un solo centesimo in più rispetto al bando dello scorso anno.

L’Università della Calabria prevede invece solo cento ore di part time, per le quali lo studente riceve 7,75 euro l’ora.

AZ

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