Bologna, ancora blocchi all’Università. Esami in strada e lezioni all’aperto

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Sembrava tutto risolto, e invece no. Continua la protesta dei lavoratori Coopservice all’Università Alma Mater di Bologna, che questa mattina hanno bloccato gli ingressi 25, 32, 34 e 36 dell’Ateneo. “Entra solo chi deve sostenere gli esami, gli altri appelli vengono fatti in strada”.

Prosegue, quindi, la mobilitazione di CUB e collettivi sugli stipendi dei lavoratori Coopservice, che chiedono un’adeguata rivalutazione contrattuale. Da giorni, in effetti, i manifestanti bloccano l’ingresso all’Ateneo, mentre il rettore Dionigi cerca una soluzione: “Oltre a sollecitare un confronto diretto con i responsabili dei ministeri competenti, ho chiesto un confronto urgente con Coopservice per una valutazione complessiva dei rapporti di fornitura dei servizi erogati a favore dell’Ateneo”. E aggiunge: “Pur riconoscendo la legittimita’ dello sciopero, rinnovo la richiesta di rimuovere i picchetti che per il terzo giorno consecutivo hanno impedito ai dipendenti dell’Universita’ di accedere al loro posto di lavoro creando sia per i docenti sia per gli studenti disservizi non più accettabili”.

“Per risolvere la questione l’Università non sta facendo nulla” – aveva commentato Antonella Zago della CUB. “Anzi – continua – ha appoggiato Coopservice nell’applicazione di un contratto terrificante firmato da Cgil e Cisl”.

Molti docenti, intanto, continuano la loro didattica, svolgendo gli esami in strada e le lezioni nei Pub vicini. “Finche’ non verranno migliorate le condizioni di questi lavoratori”, rilancia uno studente del Cua, “continueremo con gli scioperi e con i blocchi e non ci sara’ alcun tipo di arretramento in questa battaglia”.

Davanti all’ingresso 32 studenti e lavoratori hanno piazzato delle sedie: serviranno a far svolgere le lezioni all’aperto. I docenti hanno già dato la loro disponibilità: in mattinata, infatti, è prevista la lezione di Maurizio Matteuzzi, nel pomeriggio, invece, toccherà a Valerio Romintelli. E i posti sono già prenotati per domani. Sempre all’aperto. Sempre in attesa di una soluzione.

 

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