Beni culturali, contrattacco alla riforma

Presso la Sala delle Tecniche Archeologiche della facoltà di lettere del Suor Orsola si è tenuta la giornata di presentazione delle riforme dell’offerta formativa nel settore dell’archeologia.

Presso la Sala delle Tecniche Archeologiche della facoltà di lettere dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli si è tenuta la giornata di presentazione delle riforme dell’offerta formativa nel settore dell’archeologia.
Come ha spiegato il prof. Massimiliano Marazzi, coordinatore del settore archeologico nell’ambito del cdl in Conservazione dei Beni Culturali, il Benincasa ha giocato in contrattacco con la riforma in corso anticipandone i tempi. Ma in che modo? L’ateneo, per la laurea triennale in Conservazione dei Beni Culturali ad indirizzo archeologico, ha approntato due nuovi piani di studio: uno applicativo in cui le materie del corso sono destinate agli studenti che intendono lavorare sul campo ed un piano filologico in cui lo studio è rivolto all’acquisizione di conoscenze e crediti utili all’insegnamento delle materie classiche nelle scuole.
Durante la presentazione del Cdl lo scorso maggio, il prof. Marazzi affermò: “In un momento di grande crisi abbiamo cercato di offrire una scelta quanto più appetibile si possa immaginare. La cultura va rilanciata, arrendersi alle difficoltà è la cosa peggiore”. E infatti, per attirare sempre maggiori studenti, ogni insegnamento previsto dal piano studi sarà alla costante ricerca di una metodologia consapevole e adeguata a criteri di competitività scientifica attuali.
Diventa, così, fondamentale l’apprendimento di almeno un’altra lingua europea oltre l’italiano e la conoscenza dei principali programmi informatici in uso. Ma non solo. Al nuovo archeologo si chiede di varcare i principali confini giuridici relativi alla gestione, alla conservazione e al restauro del patrimonio antico. Per favorire questa integrazione “giuridico – archeologica”, il Suor Orsola si farà promotore di incontri con i soggetti dell’imprenditoria impegnata nel settore della salvaguardia del patrimonio archeologico.
Per ottenere maggiori informazioni clicca qui.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

L'onda 2010: studenti di Ingegneria

Next Article

Parere del Cun sul ddl Gelmini

Related Posts
Leggi di più

Gran Bretagna, niente visto speciale per i nostri laureati: le università italiane considerate “troppo scarse”

Il governo britannico mette a disposizione una "green card" per attrarre giovani talenti e aggirare così le stringenti regole imposte dalla Brexit. Potranno partecipare però solo chi si è laureato in una "università eccellente" in giro per il mondo. Dall'elenco però sono state esclusi tutti gli atenei italiani considerati quindi non all'altezza in basse ai risultati nelle più prestigiose classifiche mondiali.