L'onda 2010: studenti di Ingegneria

Gli studenti della Sapienza riuniti in Assemblea permanente dall’efficace attributo – preocuppata-  hanno partecipato all’Assemblea dei Presidi Italiani della Facoltà di Ingegneria che si è svolta presso il Chiostro della Facoltà di Ingegneria della Sapienza di Roma.
Sono gli stessi ragazzi dell’Onda che protestano e si mobilitano per un’università pubblica foriera di conoscenza ed equità. Questa volta però non sono soli. Docenti, ricercatori e l’intero organico delle facoltà si trovano in prima linea per richiedere una riforma universitaria che non venga travolta dai tagli meramente “finanziari”.
Gli studenti, con grande partecipazione e numerosi interventi hanno messo in chiaro la propria preoccupazione ed assoluta opposizione al progetto di smantellamento dell’Università Pubblica messo in piedi dal Governo attraverso il Ddl Gelmini, la Legge 133 – 2008, e la legge Finanziaria per l’anno corrente. Per questo gli studenti hanno espresso il loro completo appoggio alla protesta dei ricercatori, perpetuata tramite la mancata disponibilità alla didattica e l’organizzazione di tre giornate di mobilitazione nazionale in tutti gli Atenei.
Sono concordi nell’affermare che una drastica riduzione del budget universitario non potrà che comportare una riduzione dell’organico, quindi un accorpamento di discipline, quindi un’inevitabile degrado della qualità dell’informazione: “ Quando mi sono iscritto, ad Analisi eravamo in 200, ora, con realistica precisione si può ipotizzare una “classe” di 500 persone” dichiara uno studente del Collettivo Ingegneria.
Da questa giornata è emersa chiaramente la necessità che le lotte di studenti e ricercatori debbano essere coordinate e finalizzate a perseguire obiettivi condivisi, le cui modalità debbano essere ragionate e decise nei momenti assembleari, con la più ampia legittimazione possibile.
Tra gli elementi che non riconoscono del decreto Gelmini: realizzazione di fondazioni private che vedrebbero un’ingerenza del privato sul pubblico e una gestione privata dei soldi pubblici. “Dove verranno convogliati i soldi della ricerca? si interroga una studentessa, noi pensiamo in particolare alle facoltà umanistiche che in una logica “privatistica” sarebbero le prime ad essere penalizzate”.  Stessa considerazione per l’aumento dei privati nel CdA d’Ateneo.
Contrastano il fondo nazionale per il merito, previsto dal ddl al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d’onore. Gli studenti sottolineano la parola “prestiti” che equivale a indebitamento, riconoscendo nel mondo del lavoro italiano, l’impossibilità ad “spegnere” il debito, come avviene nella società americana.
Prossimo appuntamento: 4 ottobre 2010 presso l’Aula 1 della Facoltà di Ingegneria con l’intento di pianificare lezioni di “didattica alternativa” tenute da ricercatori a titolo spontaneo e le prossime iniziative di mobilitazione.

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