Azzolina, la Lega attacca per la tesi copiata. Salvini: "Si vergogni e vada a casa". La replica: "Non ha mai studiato"

“Una ministra così non ha diritto di dare lezioni”. Così il leader dell’opposizione sul plagio. Nel testo per l’ateneo di Pisa molti passi risultano riprodotti da testi specialistici non citati. Latini: “Gravissimo, riferisca in Aula. Gli italiani e il mondo della scuola meritano rispetto e verità”. La titolare della scuola: “Il segretario leghista non distingue una tesi di laurea da un tirocinio”

“Non fatevi prendere in giro, non è plagio: solo sciocchezze”. Così Lucia Azzolina liquida la faccenda parlando di Matteo Salvini: “Non sa distinguere una tesi di laurea da una tesi di fine tirocinio Ssis (Scuola di specializzazione, ndr): non ha mai studiato in vita sua”. La ministra 5s dell’Istruzione replica da Auschwitz all’attacco inferto dalla Lega, su più fronti, in merito al “copia e incolla”, come definito dalla vicepresidente della commissione Cultura a Montecitorio, Giorgia Latini che lo ritiene un fatto “gravissimo”. A proposito di istruzione, si tratta della tesi che la titolare del dicastero consegnò all’ateneo di Pisa per l’abilitazione all’insegnamento nel 2010, con passi riprodotti pari pari da testi specialistici, ma senza citazione delle fonti.

“Fare peggio del ministro Fioramonti sembrava impossibile. E invece Azzolina ci stupisce: non solo si schiera contro i precari, ma ora scopriamo che copia pure le tesi di laurea. Un ministro così non ha diritto di dare (e fare) lezioni. Roba da matti. Si vergogni e vada a casa”, ha commentato a caldo Salvini in una domenica pomeriggio accesa dalle polemiche che vanno via via crescendo. Tanto da chiedere a gran voce le dimissioni della ministra. La prima tra i deputati leghisti è proprio Latini: “Chiederemo al ministro di venire subito in Aula a riferire e di rassegnare immediate dimissioni, come già in passato hanno fatto i suoi omologhi in altri Paesi, perché gli italiani e il mondo della scuola meritano rispetto e verità”.

La tesi della responsabile dell’Istruzione, su cui ha fatto luce il linguista e critico letterario Massimo Arcangeli, è risultata contenere ampi stralci copiati da fonti non citate. Interi paragrafi presi da manuali specialistici, facendoli sostanzialmente passare per propri.

Dagli scranni della Lega il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, si chiede: “Che dice il Movimento 5 Stelle in merito alle rivelazioni di stampa che accuserebbero di plagio la loro ministra Azzolina? Perché è calato il silenzio, oggi, nel partito che ha sempre gridato allo scandalo e additato, Azzolina in primis, come mostri gli avversari politici nel nome della trasparenza e dell’onestà? Se ha qualcosa da dire Azzolina lo dica, altrimenti chieda scusa e si faccia da parte”.
A parlare di dimissioni è anche Rossano Sasso, che dalla commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera non stenta a silurare l’operato della ministra pentastellata: “Che la nomina (di Azzolina, ndr) si sarebbe rivelata un disastro per la scuola italiana lo avevamo immaginato – dichiara il leghista -, ma il presunto plagio della tesi di specializzazione aggiunge anche il dolo per aver mentito attribuendosi studi non propri. Un fatto gravissimo che, se confermato, oltre a gettare lunghe ombre sulla competenza della ministra 5 Stelle, pesa sulla credibilità e l’affidabilità di un rappresentante di questo governo. Fatto ancora più disdicevole, se si pensa che la Azzolina con il decreto scuola ha tagliato fuori dal percorso abilitante decine di migliaia di precari di Terza fascia, giustificandosi con fantomatici criteri di trasparenza e di merito, proprio lei che adesso su trasparenza e merito è chiamata a fare chiarezza”.

“Scuse ufficiali e dimissioni”, chiede anche il senatore leghista e responsabile Istruzione del partito, Mario Pittoni: “Non ci sono alternative, se risulteranno fondate le scorrettezze nella sua tesi di laurea”.
La ministra Lucia Azzolina è stata nominata insieme a Gaetano Manfredi – ministro dell’Università – per sostituire Lorenzo Fioramonti dopo la sue dimissioni in polemica per i mancati finanziamenti all’università. “Che il governo giallorosso nutrisse scarsa considerazione per la scuola e l’istruzione era evidente dai tagli in legge di Bilancio, ma la nomina di una ministra che ha fatto con i copia-e-incolla la propria tesi – spiega l’esponente leghista – aggiunge la beffa al danno”.
La ministra della Scuola ha alle spalle tre tesi, fra lauree e specializzazioni. Una di queste si intitola: Un caso di ritardo mentale lieve associato a disturbi depressivi, un lavoro di 41 pagine presentato all’Università di Pisa, presso la scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario della Toscana. Il primo brano riprende alla lettera un passaggio del Dizionario di Psicologia di Umberto Galimberti, mentre il secondo riproduce un passaggio della voce “ritardo mentale” a cura di Luigi Ravizza, Gabriele Masi, Mara Marchesi e Pietro Pfanner del Trattato italiano di psichiatria.
“Onestà” e “competenza” sono i termini più ricorrenti tra le prime reazioni condivise sui social network. “Pessimo esempio per i nostri studenti!”, scrive in un tweet Nicola Calandrini, senatore di Fratelli d’Italia. E su Twitter in tanti ricordano come nel 2017 per un caso simile di presunto plagio l’allora ministra per la Semplificazione Marianna Madia fu criticata soprattutto dal fronte grillino che arrivò a chiederne le dimissioni.
C’è poi chi a ragion veduta rammenta che all’estero un plagio simile varrebbe le dimissioni per un ministro, soprattutto se deputato a guidare proprio il dicastero dell’Istruzione. Tra questi l’economista Alberto Bagnai, docente dell’università abruzzese D’Annunzio e di area Lega, che richiama alla memoria il caso del titolare della Difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, costretto a farsi da parte nel 2011 perché accusato di aver copiato quattro anni prima la sua tesi di dottorato.
La ministra Lucia Azzolina da Cracovia tenta di sgomberare il campo dalle accuse e dai dubbi: “L’unica cosa che mi dispiace è dover parlare da qui, nel corso del Viaggio della memoria ad Auschwitz. D’altra parte l’anno scorso il ministro leghista Bussetti non si è presentato. E a maggior ragione era importante che io ci fossi oggi”.
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