Atenei a braccia incrociate

Università in fibrillazione. Assemblee di ateneo, mozioni e iniziative di protesta inconsuete come le discussioni di tesi ed esami in sessione notturna, il tutto per ribadire il proprio no alla riforma Gelmini. Singolare anche la protesta dei ricercatori, docenti, personale tecnico e studenti dell’università Politecnica delle Marche che si sono spostati alla Fincantieri e davanti alle principali aziende.

Università in fibrillazione. Assemblee di ateneo, mozioni e iniziative di protesta inconsuete come le discussioni di tesi ed esami in sessione notturna, il tutto per ribadire il proprio no alla riforma Gelmini.
Singolare anche la protesta dei ricercatori, docenti, personale tecnico e studenti dell’università Politecnica delle Marche che si sono spostati alla Fincantieri e davanti alle principali aziende (il Gruppo Merloni, l’Elica) della regione per far conoscere i motivi del loro dissenso.
Un fronte di malcontento che continua a non convincere il ministro Gelmini. Le proteste dei professori diventano «atti indecorosi – ha sottolineato – quando a pagare sono gli studenti. Ho il massimo rispetto per chi protesta ma credo che le spese di una protesta contro il Governo non le debba pagare il corpo studentesco, il quale spesso si trova impossibilitato a svolgere esami e ad avere appelli regolari perché‚ gli insegnanti si lamentano del disegno di legge e si rifiutano di fare lezione, e addirittura di far sostenere gli esami».

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Liberarsi in figure

Next Article

Ricerca pro giovani

Related Posts
Leggi di più

“Vietato salire sull’aereo con i ventilatori polmonari”: Ryanair nega il volo a una dottoranda che deve andare a discutere la tesi

L'incredibile storia capitata a Paola Tricomi, studentessa siciliana della Normale di Pisa che tra qualche giorno dovrà discutere la tesi di dottorato. La compagnia aerea le ha negato la possibilità portare a bordo i due ventilatori polmonari che le servono per respirare. Dopo la mobilitazione sul web la società irlandese ha fatto marcia indietro: "E' stato un equivoco".
Leggi di più

Ucraina, niente vacanze estive per gli studenti di Mariupol: “Russi iniziano la loro propaganda a scuola”

L'occupazione russa della città simbolo della guerra in Ucraina comincia ad avere le prime ripercussioni: gli studenti non faranno le vacanze estive e andranno a scuola fino al 1 settembre. Secondo il governo di Kiev l'esercito di Putin vuole de-ucrainizzare gli scolari e prepararli al curriculum russo che dovranno studiare il prossimo anno scolastico.