Assemblea Unisa: vogliamo una gestione aperta

“La gestione dell’università, in quanto ente d’interesse collettivo, non può seguire una logica esclusivamente interna”

La conferenza stampa convocata presso la sala ex-senato del Rettorato dell’Università di Salerno a cui hanno partecipato professori associati, ricercatori e studenti ha prodotto un documento scritto dal prof. Libero Sesti Osséo del Dipartimento di Ingegneria Industriale che si è fatto portavoce di un gruppo di lavoro costituitosi parallelamente alla commissione statuto di Ateneo.

“La gestione dell’università, in quanto ente d’interesse collettivo, non può seguire una logica esclusivamente interna, oligarchica, ma deve aprirsi all’esterno“. Questo il messaggio che CoNPAss e Rete29aprile insieme agli studenti hanno portato in cattedra.

Qui di seguito alcune delle questioni rilevate:

Innanzi tutto vogliamo rivolgerci alla società esterna, che è fondamentalmente interessata da questo processo di formazione delle decisioni.

Già oggi a Salerno ci sono 33 corsi di studio su 70 a numero programmato; inevitabilmente, dopo i numerosi tagli, sarà necessario aumentare le tasse e ridurre i servizi.

Già oggi le risorse finanziarie per la ricerca e la didattica sono indirizzate verso i gruppi, grandi per numero, ma spesso con idee piccole che non possono garantire un adeguato sviluppo al nostro Ateneo.

Già oggi è difficile arrivare alla laurea provenendo dalle classi sociali meno abbienti. Domani potrebbe essere impossibile.

Sia chiaro che l’esito dello statuto determinerà oltre che l’assetto interno, anche il ruolo sociale dell’università dei prossimi anni, come sottolineano le questioni appena elencate.

Per leggere il documento integrale clicca qui.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Fondazione UNISA orienta al lavoro

Next Article

Premio Falcone e Borsellino

Related Posts
Leggi di più

Rientro dei cervelli in fuga, la ministra Messa ci crede: “Abbiamo messo sul piatto 600 milioni di euro”

In Senato la ministra dell'Università ha confermato l'importante stanziamento del Governo grazie ai fondi del PNRR riguardo al programma di rientro dei ricercatori italiani che sono andati a lavorare all'estero. E sul no della Gran Bretagna per il visto speciale per i nostri laureati: "Noi siamo diversi da loro e accogliamo chiunque abbia le capacità di innovare".