Anche io ho un sogno

L’autunno alla porte con le attività in piena ri-presa dopo la pausa estiva e il suo prolungamento nelle ultime (si spera) giornata afose settembrini, gli studenti in attesa degli esiti della modalità di selezione “a quiz”, il governo che annaspa e con un sorridente rapporto della Confindustria che ci definisce (noi studenti), “ignoranti”.

L’autunno alla porte con le attività in piena ri-presa dopo la pausa estiva e il suo prolungamento nelle ultime (si spera) giornata afose settembrini, gli studenti in attesa degli esiti della modalità di selezione “a quiz”, il governo che annaspa e con un sorridente  rapporto della Confindustria che ci definisce (noi studenti), “ignoranti”.
Infatti secondo gli economisti di Confindustria in Italia ci sono “pochi diplomati”, “studenti ignoranti”, “laureati rarefatti”. Lo spiega il rapporto di autunno del centro studi di Confindustria per descrivere la nostra perdita di competitività. Dunque precari, perché ignoranti?
Allora, io come semplice e comune mortale di 23 anni con laurea triennale alla mano, non ho risposte alla nostra bizzarra situazione politico-socio-e conomica e soprattutto culturale, ma mi permetto di scrivere sui muri invisibile del cromatico mondo digitale “BASTA”.
Sogno un giorno in cui alzandomi dal letto e sfogliando il giornale non si parlerà di disoccupazione giovanile, di precariato, di indici bassi dell’istruzione italiana rispetto agli altri paesi europei, in cui gli over 40 (come vengono classificati gli adulti) abbiano veramente un’opportunità formativa e professionale.
Un mondo dunque in cui i saggi di sociologia e di educazione non rimangano lettera morta rispetto ad una società che segue le sue leggi basate sua una miope logica a breve termine in cui istinti esclusivi di egoismo e sopraffazione predominano  su regole condivise di rispetto reciproco e onestà.  Anche io ho un sogno.

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