A lezione con Gigi D'Alessio

“Il diritto d’autore e la pirateria informatica: il punto di vista dell’artista” è la lezione per giuristi svoltasi presso il Benincasa che ha visto la partecipazione del noto cantautore Gigi D’Alessio.

Il diritto d’autore e la pirateria informatica: il punto di vista dell’artista” è la lezione svoltasi presso il Suor Orsola Benincasa nell’ambito del corso di Tecniche e Metodologie Informatiche per Giuristi e che ha visto la partecipazione del noto cantautore partenopeo Gigi D’Alessio.
Ad introdurre D’Alessio, il Preside della facoltà di giurisprudenza Franco Fichera insieme al prof. Giovanni Russo . ”Il Suor Orsola cerca sempre più di aprire le sue porte ad esperienze poliedriche che permettano ai giovani non solo di acquisire competenze ma anche trovare riscontro nei casi pratici – ha spiegato Fichera – il caso della pirateria informatica è ben illustrato da D’Alessio in quanto è uno degli artisti più “piratati”. E si è discusso infatti di pirateria, di diritti d’autore, di crisi delle case discografiche (il mercato della musica ha subito negli ultimi anni una rapida discesa del 96%). Il tutto in armonia con i ragazzi presenti nell’aula del Complesso di Santa Lucia al Monte che hanno ascoltato con interesse la testimonianza del cantautore.
“Nel 1998 al mio primo disco in un programma televisivo mi chiesero cosa pensavo dello scaricare illegalmente la mia musica. Risposi che era sicuramente meglio vendere i miei dischi falsi piuttosto che la droga – ha raccontato Gigi D’Alessio – La mia inesperienza mi ha fatto rispondere in quel modo ma anche conoscere le difficoltà di Napoli”. Attualmente i diritti d’autore si dividono in 24/24: 6/24 vanno all’autore del testo, altri 6/24 all’autore della musica ed i restanti 12/24 agli editori (che oggi sono delle vere banche). “Ogni cantante riceve circa 2 euro di diritti d’autore per disco venduto. Se, come nel mio caso, il rapporto è un disco originale a dodici falsi, capirete che il guadagno per la casa discografica è molto più basso del dovuto. E cosa succede? – si chiede D’Alessio – Accade che la grande casa non ricevendo molte entrate grazie al big, non può investire sui giovani”.
“Oggi una ricerca europea dimostra che se non si scaricasse musica pirata potremmo avere circa 185 mila posti di lavoro in più, come è possibile?” ha chiesto il prof. Russo al cantante. “Posso dire con certezza che ogni disco falso toglie sicuramente soldi a me ma li toglie anche a tutte le famiglie che vivono grazie al lavoro di chi collabora con me giorno e notte – ha spiegato D’Alessio – quando facciamo concerti negli stadi sono almeno 600 le persone che lavorano per me, questo dato dice tutto”.
Tra le scelte dell’artista, anche la decisione di essere “manager di se stesso” perché, come ha spiegato D’Alessio: “Invece di dover dare una percentuale ad una persona che decide per me, preferisco prendere quella parte e dividerla con tutti quelli che lavorano con me. Bisogna avere coraggio, meglio essere un’aquila che a volte vola più basso di una gallina, che una gallina che di certo non volerà mai alto”.

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