Vince una borsa di ricerca ERC da 1,5 milioni di euro: la storia di Marco Sgarbi, prof universitario a 31 anni

marco sgarbi

Professore universitario ad appena 31 anni, vincitore di una borsa di ricerca dello European Research Council (quest’anno solo 8 sono stati gli italiani vincitori), una sorta di portavoce di quella cultura umanistica tanto bistrattata nel nostro Paese: è la storia di Marco Sgarbi, storico della filosofia neoassunto dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Presso l’Ateneo veneto, il professor sgarbi ha trovato terreno fertile per sviluppare una ricerca di 5 anni, finanziata dall’Unione Europea con 1,5 milioni di euro, dedicata allo studio della diffusione del pensiero aristotelico in lingua italiana durante il Rinascimento. Sgarbi è stato tra gli otto italiani vincitori delle ultime borse di ricerca dello European Research Council per giovani ricercatori (su 3329 progetti presentati). Si tratta dell’unico progetto europeo sulla Filosofia finanziato nell’ultima tornata di ERC Starting Grant.

Sfruttando la possibilità di una ‘chiamata diretta’, l’ateneo veneziano ha offerto al giovane ricercatore un posto da professore associato. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha autorizzato la chiamata e co-finanziato la posizione da professore. Con i fondi ERC sarà creato un team di ricerca internazionale e multidisciplinare: nel corso della ricerca saranno coinvolti sette ricercatori che lavoreranno su diverse discipline con Marco Sgarbi e David Lines, direttore del dipartimento di Italiano all’università di Warwick (Inghilterra).

Il progetto, intitolato “Aristotle in the Italian Vernacular: Rethinking Renaissance and Early-Modern Intellectual History (c. 1400–c. 1650)“, ha come obiettivo quello di offrire il primo studio dettagliato della diffusione dell’aristotelismo in lingua italiana nel Rinascimento, quando le opere di Aristotele furono per la prima volta rese accessibili al di fuori dello stretto circolo dei professori universitari e dei teologi ad un pubblico più vasto costituito da uomini di corte, mercanti, architetti e, nondimeno, giovani e donne. Toccherà temi interdisciplinari focalizzandosi soprattutto su contesto intellettuale, audience, qualità della lingua utilizzata, fonti (classiche), generi letterari, nonché sulle idee. Tutto questo in una prospettiva di storia della cultura.

“L’approccio  – spiega Marco Sgarbi – aiuterà a capire perché autori assai noti come Giordano Bruno e Galileo Galilei affiancarono alle loro opere latine un cospicuo corpus di lavori in lingua italiana, dando origine e vita alla nostra tanto bistrattata e dimenticata tradizione filosofica”.

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