Università: test medicina, a Milano il punteggio più alto

Sui 60.776 studenti che hanno partecipato ai test di ammissione alle facoltà di Medicina (68.694 le domande pervenute) ne sono risultati idonei 42.745, il 70,33% del totale. Lo comunica il ministero dell’Istruzione ricordando che i risultati sono disponibili dal 17 settembre sul sito www.universitaly.it.

«Il punteggio medio nazionale registrato tra gli idonei è di 35,23 – sottolinea il Miur -. Il punteggio medio più alto a livello di ateneo è di 39,12 a Pavia. La percentuale di idonei più alta è stata registrata a Udine (83,5%). Il punteggio più alto è stato conseguito all’università Statale di Milano (82,4)».
I primi 100 classificati sono concentrati in 22 atenei. Quelli con il maggior numero di candidati tra i primi 100 sono Milano-Bicocca (14), Bologna (14), Catania (10), Padova (10), Pavia (8). I risultati nominali saranno pubblicati il 27 settembre nell’area riservata del portale Universitaly e la graduatoria nazionale di merito nominativa sarà pubblicata il primo ottobre.

Grazie a questi primi punteggi, ricorda Skuola.net, i futuri camici bianchi – che hanno conservato il codice identificativo ricevuto il giorno della prova – potranno vedere il proprio risultato e iniziare a calcolare le proprie probabilità di riuscire ad ottenere uno degli 11.568 posti (più altri 1.133 per Odontoiatria), su scala nazionale, messi a disposizione dal Miur quest’anno.

I posti per medicina sono 1.446 in più rispetto allo scorso anno – 427 concentrati nella sede di Ferrara, evidenzia una elaborazione di Alpha Test -, mentre i posti di odontoiatria sono aumentati di appena 35 unità. In tutto rispetto al 2018 si registrano 1.481 posti in più.

Test 2019: è cambiato il grado di selezione?
I cambiamenti del test, con l’ampliamento delle domande di cultura generale – che sono passate da 2 a 12 (con una parallela riduzione dei quesiti di logica, che sono passati da 20 a 10) – non hanno eccessivamente influito sui risultati: l’anno scorso gli idonei furono il 67,7%, una percentuale addirittura lievemente inferiore rispetto a quella di chi ha superato il test del 2019.

A risentirne, semmai, è stato il punteggio medio: nel 2018 fu più alto, anche se di pochissimi (35,67); così come il punteggio massimo ottenuto, di pochi punti superiore lo scorso anno (84,3). Nessun “boom” di bocciati: i candidati hanno assorbito bene le novità e sono riusciti a cavarsela nonostante i cambiamenti.
Eppure, come rilevato da un sondaggio di Skuola.net su un centinaio di candidati poche ore dopo la prova, le sensazioni a caldo mostravano non poca preoccupazione: per il 30% di loro, infatti, proprio i quesiti di cultura generale, tra tutti, si erano dimostrati i più ostici a cui dover rispondere. Anche per questo, per quasi 2 ragazzi su 3 la prova del 2019 era stata giudicata piuttosto difficile.
sole24ore

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