Università – Professori e ricercatori sempre più vecchi: dagli anni ’80 età media cresciuta di 7,8 anni

professori vecchi

“Largo ai giovani” – Non sembra davvero essere questo lo slogan delle Università italiane, almeno per quel che riguarda il reclutamento di professori e ricercatori: dagli anni ottanta ad oggi, infatti, l’età media in cui si riesce a diventare professore ordinario in un Ateneo del Bel Paese è cresciuta di 7,8 anni. Nel 1983 si prendeva la cattedra a 52,6 anni, nel 2012 a 59,4. Questo uno dei dati presentati dal professor Paolo Rossi nel libro “Il personale docente: stato giuridico, reclutamento, evoluzione”, edito dal Mulino.

Va peggio per i professori associati: se nel 1983, un docente di seconda fascia otteneva l’incarico a 44,3 anni, nel 2012 bisognava aspettare fino ai 53,4. Un “invecchiamento” record che spiega molte delle polemiche nate intorno alle modalità di selezione dei professori associati.

Ma la categoria che si guadagna il poco ambito primato è quella dei ricercatori: per loro il disavanzo si misura in 10 anni esatti (nel 1983 si diventava in media ricercatore all’età di 35,9 anni, nel 2012 a 45,9). Un trend destinato peraltro a crescere per effetto della messa in esaurimento, come spiega il professor Rossi. Unica nota positiva, il piano straordinario di reclutamento di professori associati che, unito alle probabili prossime tornate dell’Abilitazione scientifica Nazionale, nei prossimi tre anni, dovrebbe dimezzare il numero di ricercatori universitari, attualmente stimati in circa 24 mila unità.

 

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