Bicocca, nasce il Centro di Nanomedicina

L’Università di Milano-Bicocca ha inaugurato un centro dedicato allo studio della nanomedicina, infrastruttura unica in Lombardia in grado di realizzare nanodevices per uso medico. Le aree di ricerca spaziano dalla chimica alla fisica, dalla biofisica alle biotecnologie, dalla medicina all’informatica.
 
 
Milano, 10 febbraio 2015 – L’Università di Milano-Bicocca ha inaugurato questa mattina Nanomib, il Centro interdipartimentale di Nanomedicina per promuovere lo sviluppo di modelli, tecniche e strumenti da impiegare nella nanomedicina. Nello specifico si tratta di una piattaforma tecnologica per progettare e realizzare nanodevices ad uso biomedico da validare attraverso studi preclinici fino alla sperimentazione clinica.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano-Bicocca, Mario Melazzini, assessore Attività produttive, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia e María José Alonso, docente di tecnologie farmaceutiche all’Università di Santiago di Compostela, esperta di sviluppo di terapie antitumorali e di nuove formulazioni di vaccini contro l’HIV basati su nano-carriers.
Il Centro, unico in Lombardia, mette insieme diverse aree di ricerca (dalla chimica alla fisica, dalla biofisica alle biotecnologie, dalla informatica alla medicina) e le competenze di 61 ricercatori di Milano-Bicocca per realizzare nuovi modelli di cura e di prevenzione nell’ambito della terapia, della diagnostica e della rigenerazione tissutale.
Per quanto riguarda la ricerca in ambito diagnostico, il centro lavorerà alla progettazione, alla sintesi, alla funzionalizzazione e alla caratterizzazione di nanoparticelle da impiegare nella diagnosi e nella terapia del cancro e delle malattie infiammatorie. I ricercatori che lavoreranno alla terapia si occuperanno invece della realizzazione di nanoparticelle per il trattamento della malattia di Alzheimer, del glioblastoma e dell’artrite reumatoide. Il gruppo di ricerca di chimica bioorganica si occuperà dello sviluppo di nanotecnologie da utilizzare sia per le applicazioni diagnostiche che terapeutiche nell’ambito di malattie neurodegenerative. Inoltre progetteranno e realizzeranno biomateriali “intelligenti” nanostrutturati per la medicina rigenerativa adatti alla ricostruzione di tessuti danneggiati da traumi e patologie.
«Con il centro Nanomib e l’investimento dell’Ateneo in capitale umano e infrastrutture di ricerca dedicate alla nanomedicina – ha detto Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano-Bicocca – è possibile accelerare il percorso che va dalla sperimentazione in laboratorio all’applicazione nell’uomo di nuovi metodi diagnostici e terapeutici di molte patologie ad oggi ancora largamente prive di cure efficaci».
«Il Centro Nanomib – ha spiegato Massimo Masserini, docente di Biochimica e direttore di Nanomib -, è una piattaforma tecnologica in cui si concentrano tutte le competenze necessarie per sviluppare nanodevices per applicazioni terapeutiche, diagnostiche e di medicina rigenerativa indirizzate a malattie umane. Una peculiarità del Centro è la sinergia tra i gruppi di ricerca, che permette di percorrere tutte le fasi che vanno dalla progettazione di nanostrutture alla loro sintesi, alla caratterizzazione chimico-fisica e biologica, fino ad arrivare alla validazione in vitro ed in vivo su modelli animali di malattia. Inoltre, l’afferenza al Centro di docenti dell’area clinica, apre la possibilità concreta di trasferire queste tecnologie sull’uomo».
«Regione Lombardia – ha sottolineato l’Assessore regionale Mario Melazzini – guarda con attenzione alle nuove tecnologie, in particolare alla nanomedicina, ambito caratterizzato da una forte interdisciplinarietà capace di affrontare problematiche di tipo biomedico con strumenti e approcci che richiedono l’integrazione di diverse competenze. Crediamo sia necessario valorizzare centri di eccellenza come NanoMIB e costantemente impegnati nel mettere in campo strumenti che possano sostenere il lavoro di chi fa ricerca: la professionalità dei nostri ricercatori è molto alta e siamo in grado di creare opportunità notevoli per chi decide di rimanere. La Lombardia è tra le regioni in Europa che investe di più in ricerca e innovazione ed è la prima in Italia: attualmente, infatti, gli investimenti rappresentano l’1,6 per cento del Pil lombardo, ma il nostro obiettivo è raggiungere il 3 per cento entro il 2018».

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