Unimore: ad un anno dalla laurea, cerca lavoro solo il 13,3% dei giovani

laureati, lavorano ad un anno dalla laurea

Laureati lavorano ad un anno dalla laurea  L’Universita’ degli studi di Modena e Reggio Emilia resta uno degli atenei italiani in grado di offrire migliori prospettive occupazionali e maggiori guadagni ai propri laureati: nonostante la crisi, anche nel 2012 le prospettive di lavoro e di guadagno per i laureati sono state buone e nel caso dei laureati magistrali sono addirittura migliorate. Dopo un anno dalla laurea è ancora alla ricerca di un lavoro solo il 13,3% e chi lavora percepisce in media 1.066 euro al mese.

Buone le prospettive per ingegneri e medici sia nel breve che nel medio periodo. E’ quanto attesta il XV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, un’indagine molto estesa che ha coinvolto a livello nazionale oltre 214mila laureati di tutte e 64 le università aderenti al Consorzio interuniversitario, intervistati a 1 anno dal conseguimento del titolo, e a quasi altrettanti intervistati a 3 anni e 5 anni.

Sul piano nazionale, escludendo le piccole università con meno di mille laureati all’anno, Unimore relativamente alla condizione lavorativa (nell’accezione che di forza lavoro da’ l’Istat) dei suoi laureati a un anno dal titolo si posiziona al quinto posto assoluto per minor numero di disoccupati (13,3%). Fanno meglio solamente Insubria (11,3%), Verona (11,4%), Trento (11,8%), Torino Politecnico (12,1%). Mentre, con 1.066,00 euro al mese di reddito di ingresso, i laureati Unomore si guadagnano il sesto posto assoluto (sempre a un anno dal conseguimento della laurea) tra quelli meglio retribuiti preceduti nella graduatoria dai colleghi di Teramo (1.286 euro), Torino Politecnico (1.137 euro), Piemonte Orientale (1.113 euro), Insubria (1.100 euro) e Sassari (1.097 euro)

“Tutti conosciamo il contesto nel quale devono essere letti questi dati: il 2012 è stato -afferma il rettore di Unimore, Aldo Tomasi- un anno difficile dal punto di vista economico, funestato sul piano locale del terribile terremoto di maggio, che ha ancor piu’ allontanato e condizionato le prospettive di ripresa economica soprattutto per Modena, ma anche per Reggio Emilia”.

“In una situazione cosi’ pesante e dura -prosegue il rettore- anche dal punto di vista sociale, potere constatare che i nostri laureati hanno ancora buone prospettive di occupazione e’ un elemento di speranza e anche una rassicurazione che le scelte adottate in questi anni dai vertici dell’ateneo riguardo all’offerta formativa sono state appropriate e lungimiranti, perche’ abbiamo saputo costruire percorsi formativi ritagliati su esigenze di professionalita’ di cui aveva realmente bisogno il territorio”. Rispetto al contesto italiano, i laureati Unimore vantano livelli di disoccupazione inferiori del 10,1% rispetto alla media nazionale (23,4%) e guadagnano 123 euro in piu’ al mese: 943 euro la media percepita da un giovane laureato italiano nel primo anno di lavoro.

Nel confronto con i dati AlmaLaurea del 2010 sempre a distanza di un anno dalla fine degli studi, per i laureati Unimore c’e’ stato sicuramente un peggioramento degli sbocchi lavorativi, che ha portato a un aumento (+2,6%) del tasso di disoccupazione dal 10,7% (anno 2011) al 13,3%, ma un miglioramento della prima busta paga di +25 euro mensili, passata come peso da 1.041 euro a 1.066. Identica evoluzione sul piano nazionale sia riguardo alla disoccupazione dal 21,4% (anno 2011) al 23,4% che al guadagno: da 904 euro/mese (anno 2011) a 943 euro al mese. I laureati triennali peggiorano le loro prospettive occupazionali e in generale la loro condizione lavorativa e’ segnata da maggiore precarieta’ e minori guadagni, anche se il tasso di occupazione e’ pari al 57%, valore significativamente superiore alla media nazionale (46,7%). Per i laureati magistrali a ciclo unico (medici, odontoiatri, farmacisti e Ctf) ci sono buoni guadagni e rapido inserimento nel mondo del lavoro, ma il blocco delle assunzioni offre meno prospettive occupazionali. Il tasso di occupazione per questi laureati arriva al 74% (59,3% a livello nazionale).

I laureati magistrali biennali sono i piu’ apprezzati dal mercato del lavoro: nel 2012 l’82% di quelli che avevano completato il ciclo formativo 3+2 nel 2011 era occupati (70,2% la media nazionale).

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