Udu: vinto il ricorso al Tar del Lazio

Altra battaglia vinta per l’Unione degli Universitari, il sindacato studentesco. Sono stati ammessi a Medicina 12 studenti extracomunitari rimasti esclusi a causa di un provvedimento dello scorso anno della Gelmini…

Altra battaglia vinta per l’Unione degli Universitari, il sindacato studentesco. Sono stati ammessi a Medicina 12 studenti extracomunitari rimasti esclusi a causa di un provvedimento dello scorso anno della Gelmini, dichiarato lo scorso 14 gennaio illegittimo da parte dei giudici amministrativi del Tar del Lazio, che prevedeva un punteggio minimo di 20/80esimi per il superamento dei test di ammissione alle facoltà a numero chiuso.

L’Udu, attraverso il suo avvocato Michele Bonetti, ritiene illegittima questa soglia per almeno due motivi: i test di ammissione prevedono 40 domande, sulle 80 totali, di cultura generale italiana. E gli stranieri sono ovviamente svantaggiati. Ma, soprattutto, gli studenti extracomunitari che si sono rivolti al Tar Lazio hanno presentato la domanda per i corsi di ammissione alla facoltà di Medicina alla Sapienza di Roma prima che venisse pubblicato il decreto che impone lo sbarramento di 20 punti.

Inoltre, il limite non ha ragione di esistere perché i posti riservati agli studenti extracomunitari nel 2011 sono stati 1.210, ma le domande appena 859. Secondo l’Udu, non c’era ragione di imporre un limite di punteggio per essere ammessi. Anche perché a superare il test, secondo le regole della Gelmini, sono stati 352. Gli oltre 500 posti non assegnati sono rimasti vacanti, non sono stati rassegnati neppure agli studenti comunitari.

“E’ un colpo duro alla gestione ministeriale di Mariastella Gelmini”, dichiara il coordinatore nazionale dell’Udu Michele Orezzi. “Era stato posto in essere – continua Orezzi – un sistema con una soglia di punteggio per l’ammissione che ha lasciato liberi mille posti. Da sempre combattiamo la selezione degli studenti con un test di ingresso aprioristico ma in questo caso specifico la situazione era paradossale: gli studenti extracomunitari non potevano accedere a posti riservati proprio per loro, lasciando i posti vacanti anche per gli studenti comunitari in una facoltà come medicina dove gli esclusi dai test ogni anno sono migliaia”.

Lo stesso Ministro dell’Istruzione qualche tempo prima di Natale ha dichiarato che in Italia sono presenti troppo pochi studenti stranieri. Ora che il decreto Gelmini è stato “bocciato” è auspicabile che il problema si possa risolvere alla radice.

“La vittoria al TAR va a tutelare il diritto allo studio costituzionalmente garantito– conclude Orezzi- ma come sindacato studentesco non possiamo fermarci qui: chiediamo ora al Ministro Profumo di risolvere il problema degli altri studenti extracomunitari esclusi, e di aprire un tavolo di riforma sull’ingresso nelle università del nostro Paese, auspicando che questo sistema iniquo di sbarramento aprioristico cessi definitivamente di esistere.

fonte: comunicato stampa UDU

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