Trieste, nuovi spazi per il Conservatorio

pentagramma.jpgSono 640 i giovani iscritti al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste e di questi oltre il 10% è costituito da straneri. A livello nazionale, è quasi un primato, al quale si affianca la produzione di 130 eventi aperti al pubblico, saggi esclusi. Inoltre, il Conservatorio giuliano è leader in Italia per i corsi universitari sperimentali. Nel complesso, uno standard elevato, che ha i suoi presupposti in molti fattori, tra cui, ha osservato il direttore, Massimo Parovel, emerge la capacità di costruire talenti partendo da vivai di giovanissimi, tradizione storica del “Tartini” che, per restare un valore aggiunto dell’istituto nel contesto della riforma delle scuole superiori in Italia, impone di adeguarsi ai tempi e dotarsi di spazi nuovi e consoni alle esigenze di studenti e docenti.
«Abbiamo bisogno di affiancare alla sede attuale, prestigiosa ma intoccabile per il suo valore storico e architettonico, una dépendance che consenta di ospitare un maggior numero di studenti», ha detto Parovel, prospettando diverse ipotesi, a partire dall’innalzamento di almeno due piani dell’aula interrata, progetto che richiede però una variante del piano regolatore. Primo obiettivo della ricerca di nuovi spazi, compreso un teatro per concerti, è il mantenimento dell’attuale livello di qualità dell’insegnamento nel contesto di un’evoluzione didattica che in Italia porterà all’impegno dei conservatori nell’elaborazione di corsi universitari e alla nascita dei licei musicali nel 2010.
Dal canto suo l’assessore regionale al Lavoro, Università e Ricerca Alessia Rosolen ha confermato l’appoggio alle realtà formative musicali presenti sul territorio: «Anche in vista di questi sviluppi, abbiamo inserito i conservatori del Friuli Venezia Giulia nella Conferenza sul diritto agli studi universitari», ha detto l’assessore, ricordando che l’attuale amministrazione regionale si è contraddistinta per l’impulso dato alla ricerca umanistica, sostenendo l’attività di ricerca e lo sviluppo di questi istituti.
L’assessore Rosolen ha quindi confermato al direttore Parovel pieno sostegno della regione a fronte della programmazione degli investimenti che il “Tartini” intende fare per raggiungere l’ampliamento dei propri spazi operativi e ha chiesto al direttore precise indicazioni sulle possibilità che si offrono a Trieste in questo momento. Il “Tartini” fa, infatti, parte dei sottoscrittori del programma quadro per l’edilizia universitaria e nel corso dell’ultimo tavolo di lavoro è stato deciso di procedere alla definizione delle priorità per i prossimi anni. La pianificazione coinvolge anche i conservatori di Udine e Trieste e Parovel si è impegnato a valutare, entro quella data, le scelte possibili per dare al Conservatorio triestino nuove aule e un teatro che ospiti i concerti organizzati dall’istituto e consenta agli studenti di fare pratica su un terreno più consono alle loro prospettive di vita e di carriera.

Manuel Massimo

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