Trentenni, laureati e sulla scia del vento. La storia di due ragazzi diventati imprenditori di successo

imprenditori di successo

Imprenditori di successo a trent’anni – Luciano Belviso e Angelo Petrosillo a Monopoli, in Puglia, per costruire l’ultraleggero più veloce al mondo. Alle spalle master, dottorati e un motto: “Per fare le cose, bisogna farle. Senza aspettare niente e nessuno”

 

Volano alto Luciano Belviso e Angelo Petrosillo. Hanno solo trent’anni, sono laureati, in ingegneria il primo, in giurisprudenza il secondo, e vivono nella natia Monopoli, in Puglia. Ma volano alto e non solo metaforicamente.

Hanno fondato quattro anni fa un’azienda che produce velivoli ultraleggeri e sono diventati i produttori più innovativi del settore.

Una storia di giovani italiani, decisi a rimanere nel loro paese, e capaci di trovare il successo grazie a preparazione, intraprendenza e un pizzico di fortuna.

E possono far viaggiare ad alta quota anche le loro ambizioni: hanno intenzione, infatti di diventare i primi produttori privati di ultraleggeri in Europa entro i prossimi cinque anni, e non è escluso che ci riescano, visto che oggi rappresentano il quarto gruppo in Italia.

Ma come hanno fatto due ragazzi appena laureati ad avere tanto successo, e a riuscirci, per giunta, in quell’Italia che sembra sempre spezzare le ali ai sogni dei suoi giovani?

La ricetta è semplice: “Per fare le cose, bisogna farle. Senza aspettare niente e nessuno”. Questa la filosofia di Luciano Belviso, espressa in un’intervista a La Repubblica.

I due giovani laureati non hanno perso tempo: dopo master e dottorati di ricerca in Svizzera e a Parigi hanno deciso di tornare alle origini, nella natia Monopoli, dove hanno provato a produrre mobili di design lavorando lastre di carbonio; con quel progetto vincono una borsa di 25 mila euro dalla Regione Puglia, decidono di cambiare rotta e preparano autonomamente il loro veicolo ultraleggero; un investitore locale, Vito Petrosa, li scopre, crede nelle loro idee e li finanzia con 1 milione di euro.

Nasce così Blackshape e l’aereo di Belviso e Petosillo, il Prime, diventa l’oggetto che tutti i facoltosi appassionati di motori volanti vogliono avere.

Fusoliera in carbonio, velocità di crociera 300 chilometri all’ora e 800 chilometri di autonomia grazie a una struttura super leggera: questi i numeri della Ferrari del cielo, come viene soprannominato il velivolo, un misto di tecnologia e cura dei dettagli che sbaraglia la concorrenza, anche avendo un costo maggiore rispetto ai competitor.

Servono 200.000 euro per acquistare un Prime, ma la clientela della Blackshape può permettersi certe cifre: dagli emiri del Qatar agli investitori bulgari, dalle compagnie di volo Sud africane a quelle canadesi e australiane. Ad oggi i due ragazzi hanno piazzato 53 aerei in 24 paesi, e continuano a puntare in alto.

Ma le origini non si dimenticano e nemmeno gli anni da studenti, quelli in cui i sogni erano lontani dal realizzarsi e poche aziende offrivano possibilità concrete: per questo Belviso e Petrosillo hanno deciso di aprire le porte ai giovani: “ogni sei mesi dieci studenti di ingegneria fra i migliori di Europa vengono invitati a far parte del nostro laboratorio, dove gli viene dato un progetto specifico – ha dichiarato Petrosillo – Il migliore progetto viene realizzato, porterà per sempre il nome dello studente che viene assunto a tempo indeterminato”.

Una storia incredibile, che non vuole fermarsi. Perché di ragazzi come Angelo e Luciano ce ne sono molti in Italia, e chissà che sulla loro scia non trovino il coraggio per buttarsi e cominciare a volare.

Davide Iannotta

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