Tracciamento saltato, sulla quarantena decidono i presidi: "Ci affidiamo all'improvvisazione"

Con la nuova impennata di contagi è evidente che i servizi sanitari territoriali non riescono a star dietro alla mole di richieste giornaliere che arrivano dalle scuole. “Anch’io ho messo in quarantena una classe intera, senza un atto dell’Ats, che mi è arrivato tre giorni dopo la segnalazione del caso positivo” ci racconta il dirigente scolastico di un liceo di Milano. “Al telefono mi hanno consigliato la quarantena, ma in attesa di una disposizione ufficiale del dipartimento di prevenzione, ho scritto ai ragazzi che ‘sarebbe il caso di rimanere a casa’, non ho potuto obbligarli”. “Il tracciamento arriva tardi, me ne rendo conto – ha commentato a Sky Tg 24 Vittorio Demicheli, direttore sanitario Ats Milano -. Il numero di casi e isolamenti raddoppia ogni settimana. Ogni giorno servirebbero 560 giornate lavorative ma con 200 addetti smaltiamo un terzo del lavoro. Abbiamo già comunicato ai dirigenti scolastici di non aspettare il via libera ufficiale e di cominciare a prendere subito provvedimenti. Noi appena riusciamo formalizziamo il tutto, serve la collaborazione da parte di tutti. Per velocizzare il contact tracing, anziché usare le mail, stiamo chiedendo ai referenti scolastici di inserire i nomi dei contatti stretti sulla stessa piattaforma che usavamo per comunicare il rispetto dell’obbligo vaccinale”. Il lockdown degli istituti superiori in Lombardia a partire da lunedì 26 ottobre servirà a ridurre il lavoro delle strutture sanitarie.

Le incertezze e le lunghe attese interessano tutte le città più colpite dalla nuova ondata di contagi. A Roma la dirigente di un istituto comprensivo racconta che ci vogliono 24 ore prima che arrivi il provvedimento via mail da parte della Asl, “nel mentre dispongo io la quarantena preventiva”. Lo stesso in provincia. La preside della primaria e dell’infanzia di Nettuno, Renata Coppola riconosce che “i servizi sanitari non ce la fanno più” e dice “che oggi bisogna aspettare oltre un giorno per avere disposizioni”.

L’Ufficio scolastico regionale per le Marche in un documento del 14 ottobre inviato ai dirigenti scolastici ha avvertito che la comunicazione dell’autorità sanitaria sulla messa in quarantena di classi, studenti e personale scolastico e relativa durata “può essere effettuata, accertata l’identità dell’interlocutore, attraverso fonogramma stante il surplus lavorativo dei dipartimenti di prevenzione che comunque provvederanno a formale comunicazione nel più breve tempo possibile”. In pratica, basta una telefonata. Ad Ascoli Piceno diversi istituti scolastici sono stati chiusi per cluster di Covid. “Abbiamo 100 positivi al giorno, siamo in affanno – dichiara Claudio Angelini, direttore del servizio di Igiene e sanità pubblica dell’Area vasta 5 -. Dovremmo contattare più di mille persone al giorno”.

Una preside di una scuola primaria locale dice: “È un travaglio, mi creda. Come giustifico l’assenza dei docenti? C’è chi prende ferie o permessi personali perché il medico di famiglia, in assenza del codice di quarantena della Asl, si rifiuta di fare un certificato di malattia, e io non non mi voglio sostituire ai medici, mi limito solo a invitare le classi a non frequentare la scuola. Poi dall’invio dei dati all’esito dei tamponi si crea un vuoto e ci affidiamo all’improvvisazione”.

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